9 giugno 2008

UNA FOTO ECCEZIONALE


Mi è capitato fra le mani un opuscolo per un torneo calcistico, credo realizzato da Tonino Giogli e, fra le altre foto, come una finestra improvvisa in un mondo che solo i castelèni veraci possono capire, mi sono visto scodellare questa " chicca ". Sullo sfondo si possono notare le possenti doti fisiche di Aurelio Agostinelli, in salopette Jeans che gli da la parvenza di un vero lavoratore. Appoggiato al muro, con aria di finta indifferenza, abbiamo un Tonino Giogli, ancora sbarbatello, ma coi baffi! Altra finta indifferente è la Maria Paradisi , sulla soglia del suo bar. Le andrebbe ricordato che se l'oste sta sulla porta.......e quel che segue. Seduto come in trono, sul sidecar, c'è il Duca Luca che fa finta di fidarsi di Scacchino alla guida della moto. Per concludere il quadretto di castellanità pura, possiamo costatare la presenza del Postino( con la P maiuscola! )Aldo Consigli e nientepopòdimenocchè ....il Bibi Bambini. Ma che volete di più da una semplice fotografia?

5 giugno 2008

IL MIO AMICO FAUSTO


FAUSTO....QUALCHE ANNO FA e.................. FAUSTO OGGI!!!!!!


Quello sopra riprodotto è il mio amico Fausto Braganti, americano del Borgo.
Sono pochi anni che ci siamo conosciuti, ma è nata subito una bella amicizia fra noi.
Tutto è iniziat
o con una lettera che un giorno mi giunse dagli States. Era Fausto che, avendo acquistato alla Cartoleria Paci la mia Storia di Città di Castello a Fumetti, durante una sua "scappata" in Altotevere, mi chiedeva delucidazioni, oltre che inviarmi sperticati complimenti per l'opera. Avendo notato il suo indirizzo e-mail, gli risposi subito e, da allora, i nostri contatti sono stati frequentissimi, anche telefonici (grazie a Skipe!) , fino a conoscerci di persona, in occasione del suo matrimonio (il secondo) con Pascale, ricelebrato per gli amici a Caprese. Ci siamo poi rivisti quando è tornato al Borgo, di dove è originario e grande cultore delle tradizioni biturgensi. Svolgendosi in quei giorni la Mostra del Tartufo, a Castello, riuscii ad organizzargli, assieme a sua figlia Tanya, grazie ad Angiolino Marioli, detto Sciagura, una bella battuta al tartufo,nelle nostre macchie. So che Tanya ne ha ricavato un bel servizio fotografico, dato che quella è la sua professione, in America, dove lavora per importanti riviste. Pare che comunque Fausto torni a trovarci quanto prima. Non vedo l'ora, perchè è veramente una persona speciale. Se volete conoscerlo meglio, vi invito a collegarvi al sito del "GHIOZZO", una rivista on line della Valtiberina, dove, dall'America, Fausto invia dei gustosissimi pezzi di costume sulla rubrica "M'arcordo!". Buona lettura e....fatemi sapere (anche per e-mail, se vi vergognate a fare commenti sul Blog, come sempre!)

24 aprile 2008

L'ARTE E' MOBILE





IN QUESTI GIORNI A
CITTA' DI CASTELLO
SI STA SVOLGENDO,

DAL 24 APRILE AL 4 MAGGIO
UNA GRANDE MANIFESTAZIONE PER LA PROMOZIONE DEL MOBILE IN STILE, FIORE ALL'OCCHIELLO DELLA PRODUZIONE ARTIGIANALE DELL'ALTA VALLE DEL TEVERE, DENOMINATA:
L'ARTE E' MOBILE

SARANNO INTERESSATE VARIE SEDI ALL' ESPOSIZIONE DEI MANUFATTI : PALAZZO VITELLI A SANT'EGIDIO, PALAZZO VECCHIO BUFALINI (LOGGIATO E QUADRILATERO) , SALA ESPOSITIVA DI SANTA MARIA NUOVA IN CORSO VITTORIO EMANUELE ( I MOBILI DI " LEGNO & COLORE" DI ELIO MARIUCCI). POI VARIE MOSTRE COLLATERALI SI TERRANNO NELL'EX CINEMA SANT'EGIDIO E ALLA SALA ESPOSITIVA DEL PALAZZO DEL PODESTA' IN CORSO CAVOUR.
NELLA STESSA VIA, AL N°1, PRESSO IL NEGOZIO :
KID COOL
SONO STATO INVITATO AD ESPORRE ALCUNE MIE OPERE, COME A TANTISSIMI ALTRI PITTORI E FOTOGRAFI SONO STATE MESSE A DISPOSIZIONE LE VARIE VETRINE DEI NEGOZI DEL CENTRO STORICO, CREANDO COSI' UN INTERESSANTISSIMO ITINERARIO ESPOSITIVO. VI ALLEGO,IN ALTO, LE FOTO DEI TRE QUADRI CHE HO SCELTO DI ESPORRE.

22 febbraio 2008

UNA MOSTRA DA NON PERDERE!!!!!

Sabato 1 Marzo alle ore 18,00, presso la Sala Esposizioni del Palazzo del Podestà in Corso Cavour, a Città di Castello, si terrà il vernissage della Mostra Personale di Pittura di VAN OZNER
( Renzo Baldelli) .
Figlio d'Arte, il padre è il noto pittore tifernate ARAF, ha esordito agli inizi degli anni sessanta nell'ambito informale, evolvendosi, dopo varie sperimentazioni, verso l'astrattismo geometrico e costruttivista. E' una mostra senz'altro da non perdere!

8 febbraio 2008

L' ULTIMO QUADRO: IN CANTINA


Dopo un lungo silenzio, mi ripresento con la mia ultima fatica: un quadretto ad olio, 30x50, su tela, con una scenetta familiare: "l'anfiascatura". Come potete ben vedere, si tratta di una delle mie solite storielle nostrane, raccontate col pennello. Ora che ci ho rimesso le mani, spero di ricominciare quanto prima a dipingere. Comunque vi assicuro che non sto con le mani in mano: lavoro tutti i giorni ad un progetto che, al momento, mi sta prendendo tutto il tempo a disposizione e di cui ancora non è proprio il caso di parlare. Appena sarà il caso.......vedrete che roba!

PHOTO TANDEM

19 gennaio 2008

CECCHINI, FUTURISTA COPIONE!

Cecchini, il futurista romano che nei giorni scorsi ha fatto cronaca col lancio di 500.000 palline di plastica coloratissime su Piazza di Spagna, a Roma, è stato accusato di aver copiato tale performance da un artista orientale. Ma già nella colorazione in rosso della Fontana di Trevi, di qualche mese fa, non era stato originale, forse in buona fede, dato che il precedente analogo è avvenuto negli anni cinquanta e a Città di Castello e, naturalmente non poteva esserne a conoscenza. Quando la televisione dette la notizia della clamorosa colorazione di rosso dell'acqua della più famosa fontana di Roma e, forse, d'Italia, mi giunse la telefonata del mio amico Tonino Fiorucci: _" Ma, per caso, tu ieri sei stato a Roma?-"E giù un gran risata....E già, perché dovete sapere che, tanti e tanti anni fa, qualche giorno dopo che l'allora sindaco Alunni-Pierucci aveva inaugurato la nuova fiammante (..e obbrobriosa!) Fontana della Pace a Piazza Garibaldi, che era come un pugno in un occhio in quel contesto urbano, di fronte al cinquecentesco Palazzo Vitelli a Sant'Egidio, io e alcuni amici decidemmo di contestare l'obbrobrio a modo nostro. Mi recai quindi alla ferramenta Piotti, in Corso Cavour, perchè, a differenza di Venturelli o dei Fratelli Nardi, non mi conosceva, e acquistai due bustine di anilina rossa. Il pomeriggio, con due amici, passando vicino alla fontana, vi lanciai le due bustine, dopo averle appallottate . Poi proseguimmo nella nostra passeggiata lungo il Viale Vittorio Veneto, fino al "3 Bis". Quando, tornati, con calma, indietro, siamo giunti di nuovo in Piazza Garibaldi ci si presentò una scena veramente farsesca. L'acqua, con lo sciogliersi dell'anilina, era diventata di un rosso brillante e intorno alla fontana si era radunata una numerosissima folla incuriosita e, nello stesso tempo divertita. Il comandante dei Vigili Urbani, Bombardiere, con alcuni subalterni, cercava di svolgere un'indagine, domandando in giro se qualcuno avesse visto i vandali. Nacquero discussioni in merito alla causa della colorazione. Ci fu chi suggerì che forse era stato gettato nell'acqua del sangue di maiale....E noi ridacchiavamo fra di noi: non ci hanno mai scoperti! Ora posso anche confessare la colpa. Forse eravamo futuristi anche noi!


ebbi una

22 dicembre 2007

FRANCESCO GRILLI E LA SUA CITTA'










































Per le Edizioni Petruzzi sono usciti in questi giorni due volumetti veramente fuori dall'ordinario, ambedue ad opera di Francesco Grilli. Fuori dall'ordinario perché conoscevamo già Grilli per altri suoi scritti e sapevamo la sua passione per il ricordo costante di una Castello che non c'è più e della sua maestria nel trascrivere il nostro dialetto, ma questa volta mi è sembrato molto più intrigante nel pizzicare le corde del sentimento, dei ricordi più cari e del grande attaccamento alla propria tradizione familiare, intrisa di particolari personaggi, ormai scomparsi, ricordati tutti con gli immancabili soprannomi. Per chi, come me, è cresciuto immerso in quel mondo speciale che era la Mattonata del dopoguerra leggere quelle pagine è stato come un tuffo nel passato e dei ricordi che ora sembrano particolarmente sereni, forse perché appartengono alla nostra fanciullezza. Un altro merito di Grilli è senz'altro la scelta delle copertine , avendo usato opere di due dei pittori fra i più rappresentativi, anche se per visioni diverse, del raccontare la vita della città più intima e più vera: una caratteristica "china" di Benito Albi Bachini e una Piazzola delle Oche, un inconfondibile olio di Alessandro Vinci. Nel " il ciccicocco è finito" l'autore dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, tutta la sua padronanza del "castelèno" più schietto, quello parlato nei vicoli prima della contaminazione televisiva. Su questo tema resterà sempre una pietra miliare quella sua trasposizione del PINOCCHIO di Collodi nel nostro dialetto, edito qualche anno fa (con mie illustrazioni!) e che ancora viene letto nelle scuole cittadine per merito di insegnanti intelligenti, che , per fortuna, hanno capito che il dialetto è un valore che non può essere sopito. " Io sono un tifernate in purezza, anche se non ci ho guadagnato niente. Anzi...." scrive Grilli. Non è vero, Francesco, ci hai guadagnato tanto: la nostra più sincera gratitudine .

16 dicembre 2007

Un premio di qurantacinque anni fa'

Fra tutte le cose ammucchiate negli anni, l'altro giorno mi è ricapitata fra le mani questa vecchia pergamena che attesta che in un giorno di primavera del 1963, il 21 Aprile, per la precisione, mi venne riconosciuto il Primo Premio ( cinquantamila lire di allora!) all'estemporanea di pittura, denominato " 1° Premio Porziuncola", organizzato dalla Pro Loco di Santa Maria degli Angeli . Avevo 25 anni e non vi sto a raccontare la felicità per quel riconoscimento, anche perchè a tali manifestazioni, quali erano le mostre estemporanee, partecipavano i migliori pittori, spesso a carattere nazionale. Tanto per fare un esempio, da Castello partivamo in una decina, fra i quali Novello Bruscoli, Araf, Perugini, Albi Bachini, Duca Luca, Mario Gabrielli, Bruno Bambini, Carlo Morini, Basso Caruso e altri che ora mi sfuggono. Era comunque sempre una grande festa e serviva a conoscerci anche con i pittori di altre città e a stringere grandi amicizie. Sono passati tanti anni, ma ancora mi ricordo di tanti di loro, che poi ho ritrovato spesso ad esporre, ormai sulla cresta dell'onda e della fama, alla Galleria del Pozzo. La soddisfazione comunque quella volta fu tanta e grande fu la festa organizzatami sul posto dagli amici castellani. Il Duca Luca mi dedicò una filetta di centri al tiro a segno! Il premio, naturalmente, finì prima del rientro a casa, in un ristorante, con ricca mangiata e....bevuta, tutti insieme. Ci volle la giunta, anche a quei tempi!

20 novembre 2007

giò pei vicoli de la Matonèta






Riporto, qui sotto, la poesiola in dialetto castellano, che avevo scritto per il libretto che tutti gli anni viene stampato in occasione della tradizionale Festa della Mattonata.











Cumme 'nna 'olta el Cavajier Mancini,
anch'io, 'nna sera de sta gran calura,
so' arrito a véde dei mi' vechi vicini
giò a la Matonèta, ma.....é stèta dura!
Certo 'nn pensèo d'altoàcci anch'ogi
le comèri a biascichè del rosèrio 'nna corona,
o d'arvedè armenè le beschie, mogi mogi,
i barocièi strachi, ma che cantèono 'nna canzona,
davanti a calche bon bichiér de vino,
drento ma l'osteria de Pronto, tutti 'nnscèmi,
doppo aè spalèto la rena, ma 'l vajino,
tutt'al giorno, però senza problemi.
No, tutto tésto el sapèo che mò 'nn c'è piò,
e, grèzi a Dio, i tempi ènno cambièti,
'nn c'ènn piò manco i còzi che 'nna 'olta nion giò,
ch'han fato i soldi e pu' ènn divolèti
verso i novi quartieri, for de porta.
Adéso, for da le chèse dei vèchi vicinèti,
vedi scappè dòne velète, cu la sporta,
cum branco de fregni daietro, apicichèti
ma i loro sotanòni, che strillon come màti,
o bionde ragazòte, tutte arcutinète,
che, certamente, 'nn vàno a lavè i piàti,
ma che fàn rende bene le loro pasegiète.
Da le finestre, ch'èn tutte spalanchète
pel caldo che s'arduna fra 'sti muri,
se sente chiacchiarè 'nn tutte le parlète,
spangnolo, slèvo, arabo e quèle dei piò scuri.
Anco l'aradio e 'l televisore de 'sta gente
sonono solo mùziche strène e forastiere
che noàltri 'nn ci capìmo proprio ngnènte,
ma che per loro ènn cumme le bandiere.
Ma per capisse l'un l'altro cumme faranno?
me chiedèo mentre gìo longo la merigge,
Forse, fra de loro, 'nn se parleranno!
'Nntanto 'nna dòna araba, che frigge
ampuzzolendo tutto 'l vicinèto,
spalanca la finestra e, cun gran fièto,
parla ma 'nna dominichèna, al primo pièno
e, 'nnduvinète, parla.......'nn castelèno!

Chèi pochi castelèni ch'anco' ci stanno
me dicon che 'n'altra 'olta l'han freghèti:
giò ai capanòni 'nn san chèl che faranno
doppo che l'aèon illusi e lusinghèti
che ngn'aribbero ardèto 'mm po' de sole
doppo tant'anni che gni l'aèon nèghèto,
che ci saribbero stète anco l'aiòle
con, tutt'antorno anco 'nn verde prèto.
'Nnveci, cun gran rincrescimento
l'arimpiranno 'nncora de cimento.

La prima 'olta ch'han costrutto sul Campàcio,
almanco aèon fàto campè cun piò decoro,
'nn tempo che 'l mejio che stèa era 'mm poràcio,
ma le nostre moji aèon dèto 'mm bon lavoro.
Ma mò che tutto tésto s'è svanito
e i capanòni 'nn'han piò 'nna scusante,
almanco per chèl che 'nn giro aèm sentito,
'ojion abarchè 'nn gran palazòn gigante:
è proprio vero che la pora gente
ma stu mondo 'nn conta proprio ngnènte!

Baldino del Biondo



19 ottobre 2007

UN TUFFO NEL PASSATO

In occasione del vernissage della mia mostra personale di pittura, svoltasi ultimamente presso la Sala Espositiva del Palazzo del Podestà e conclusasi in questi giorni, ho avuto il piacere di rivedere, dopo un certo tempo, l'amico di sempre Bruno Mangoni, noto imprenditore anghiarese e, per quello che concerne i nostri rapporti, un eccellente pianista. Oltre alla foto, che qui riproduco, ha voluto omaggiarmi del CD del bellissimo concerto da lui tenuto il 7 Luglio scorso nella Chiesa di Sant'Agostino di Anghiari e che ha avuto tanto successo sia di pubblico che di critica.
Ho ascoltato il CD con tutta calma e sono rimasto veramente colpito dalla bravura, dal virtuosismo raggiunti in quell'occasione dall'eclettico "Brunino". Passando da generi diversi ( pop, etnica, jazz, classica e melodica ) è riuscito a creare delle suggestioni irripetibili passando da " Smoke gets in your eyes (Fumo negli occhi) di Kern con brani di Chopin, che poi ritroviamo in una Polacca contaminata da " Tea for two" e così via. Troviamo, per esempio, "Odio l'estate" di Bruno Martino che, come in un cocktail ben riuscito , sgorga nella " Toccata e fuga in re minore" di J.S.Bach. Ma non sono io chi possa descrivere un tale eccezionale evento, non avendo la preparazione musicale da competente, ma un orecchio per la buona musica sì e vi garantisco che ho provato stupende emozioni. Devo assolutamente ringraziare pubblicamente Bruno Mangoni per il graditissimo pensiero e mi auguro di poter avere l'occasione di sentirlo dal vivo quanto prima e, perchè no?, a Città di Castello, magari in un concerto organizzato dagli Amici del Festival(?).

-Nella foto, scattata al Veglione della Mattonata del 1972, siamo riconoscibili, da sinistra : io, Franco Guerrini ( il Pcorino ), Beppino Volpi, Bruno Mangoni e Sergio Pelosi.

5 ottobre 2007

LA FESTA DELLA MATTONATA

E' in pieno svolgimento la tradizionale FESTA DELLA MATTONATA , della quale riporto il bozzetto della copertina della pubblicazione che, oramai da moltissimi anni, accompagna la manifestazione .
Rappresenta l'oca, portata in barella sotto una "caniccia", durante la sfilata storica che culminerà, domenica prossima, alle ore 16 circa, in Piazza di Sopra, con la nomina del Cavalere e l'esibizione degli Sbandieratori di Gubbio, per rientrare poi nel rione, dove, in Corso Vittorio Emanuele, si svolgerà l'ormai famoso PALIO DELL'OCA.
Altra simpatica manifestazione della festa è LA PAPERA D'ORO , uno spettacolo di giovani ( e meno giovani...) talenti che si esibiranno nelle loro specialità :musicisti, cantanti, attori, imitatori ecc., davanti ad una giuria ed al giudizio spietato del pubblico, che avrà luogo sabato sera , alle ore 21, sempre in Corso Vittorio Emanuele. Per ulteriori informazioni sulla festa e le sue origini e tradizioni vi consiglio di ricercare fra i vecchi post di questo blog e, invitandovi tutti a partecipare , vi auguro un buon divertimento.

8 settembre 2007

AL VESPRO

La foto non rende giustizia al quadro, in quanto in alcuni punti trasluce e spara, ma nell' insieme riesce quasi a trasmettere le sensazioni di pace e tranquillità che era nelle mie intenzioni. Fa parte di tutta una serie di quadri che sto portando a termine, in occasione della mia prossima mostra personale che la Società Rionale Mattonata mi ha invitato ad allestire durante la sua FestaTtradizionale, che, come sempre avrà luogo i primi di Ottobre.

29 agosto 2007

I RICORDI

Dopo un breve e meritato riposo, eccomi di nuovo a proporvi l'ultimo quadretto, realizzato in questi giorni " calienti " di un' estate veramente eccezionale. E' il ritratto, ripescato nei meandri della memoria, ma, a mio parere, riuscito e somigliante, di Giuanìn de Montescosso, un simpatico vecchietto, da me conosciuto nella ormai lontana fanciullezza, durante lo sfollamento, nell' ultima guerra. Era il più anziano dei fratelli Carletti, la famiglia di Seripole presso la quale ero sfollato con i miei fratelli e mia madre, (mio padre era restato in città a curare il negozio di generi alimentari e vi rimase quasi fino alla fine del passaggio del fronte). Con Giuanìno presi presto confidenza per la sua grande affabilità e la pazienza con la quale si intratteneva con me, fanciullo di cinque anni, raccontandomi della sua esperienza nella " sua" grande guerra, mentre io l'ascoltavo rapito. Mi meraviglio della mia memoria. Di quel disgraziato periodo mi ricordo tantissimo, al contrario di avvenimenti recenti. Vorrei tanto avere la facilità di scrittura di tante persone che conosco, per raccontare gli avvenimenti di quel periodo. Ma forse è meglio di no. Sono già tanti gli aspiranti scrittori! Mi accontenterò di trasferire nei quadri i miei ricordi, belli o brutti. Che poi è quello che ho sempre fatto.

27 luglio 2007

CEMENTO & MEDARDO

Quèi de la nòte: così si erano autodefiniti, traducendo nel nostro dialetto il titolo di una celebre trasmissione di Arbore.
Ormai sono passati più di quindici anni da quando questa formidabile coppia, uno dopo l'altro, se ne andata, forse a cantare serenate con gli angeli. Quante serate indimenticabili, passate ad ascoltare le loro esibizjoni: Cemento alla Chitarra e Medardo all'armonica e tutti e due, jn coro, a cantare stornelli, vecchie canzoni, del repertorio classico ed, in particlare, del folklore locale. Fortissime le macchiette in dialetto castellano che riuscivano ad imbastire. Un vero e proprio cabaret nostrano, casareccio, condito da una verve unica e irripetibile. Si erano inventati un modo meraviglioso di vivere il loro pennsionamento. Ma il destino ce li ha portati via, ancora nel pieno della loro voglia immensa di stare con noi, per rallegrarci ancora con la loro contaminante brama di vivere e di restare sempre giovani. Sono certo, comunque, che quanti li hanno conosciuti, amati e apprezzati, non li dimenticherà tanto facilmente.

17 luglio 2007

LA BANDA MUSICALE A NIZZA

La Banda della Filarmonica Giacomo Puccini di Città di Castello in trasferta a Nizza-1980-


Scartabellando fra le vecchie foto, mi è capitata fra le mani quella che qui riproduco. Si tratta della foto ricordo della seconda trasferta a Nizza della nostra banda musicale cittadina. In quegli anni ero componente della commissione della Filarmonica Puccini, erede della Banda Musicale fondata nel lontano 1800. Presidente era il Cav. Giuseppe Guerrucci e, fra gli altri, erano consiglieri anche Marcello Micchi ed il cantante lirico Lorenzo Testi. L'idea di una trasferta a Nizza, per un'incontro con la numerosa comunità di nostri concittadini residenti in Costa Azzurra, era molto tempo che faceva parte dei nostri sogni. Nel 1978 finalmente ci riuscimmo, con un piccolo contributo della Cassa di Risparmio e del Comune e grazie all'interessamento dell'Associazione Umbri nel Mondo e dell' A.R.U.L.E.F. Guida d'eccezione, in quell'occasione, fu l'architetto Anfosso, nizzardo di origini italiane e "garibaldino".
La Banda si esibì nell'apposito palco attrezzato per tali spettacoli in Piazza Albert I°
, applauditissima dai numerosissimi castellani intervenuti. Dopo il ricevimento ufficiale del Comune di Nizza, con il vice-sindaco locale che, fra l'altro, manifestò la gratitudine della Città a quei suoi cittadini di origine tifernate che, da varie generazioni, erano una parte più che attiva della popolazione e che avevano contribuito, anche materialmente, allo sviluppo edilizio del capoluogo della Costa Azzurra, fummo tutti invitati ad una festa spontanea dei nostri concittadini. Ci portarono in collina, in un complesso dove usavano riunirsi una parte di loro. Ci accolsero con un vero banchetto, con ciaccia sul panaro, salsicce, prosciutto, formaggio e...tanto vino!
Quando, nel 1980, tornammo con il completo patrocinio della Cassa di Risparmio, ormai la strada era spianata. Questa volta, dato che la banca aveva promosso una operazione di propaganda, in collaborazione con la locale cassa consorella, fummo tutti ospiti presso il Consolato Italiano di Boulevard Gambetta del Console Dott. Martini. Di fronte a tanto ben di Dio che ci veniva offerto ( Champagne a fiumi!) con i nostri amici "patuà" ricordammo con un po' di nostalgia al nostro primo incontro con la ciaccia e il vin rosè.




8 luglio 2007

LA MIA GALLERIA


Dopo un periodo piuttosto lungo, finalmente torno a sottoporre al vostro giudizio due mie nuove opere. La prima, alla quale ho dato il titolo: "SI FA SERA" , è un dipinto ad olio che misura 72 cm di base X 35 di altezza. Ho voluto qui rappresentare un momento della vita contadina di qualche anno fa, in particolare l'ora che volge verso il tramonto, quando si avvicina la sera e l'ora sel meritato riposo e della riunione della famiglia per il pasto serale. Si vedono gli uomini che rientrano dai campi, da dove riportano con il carro, trainato da due giovani buoi, l'erba medica falciata, mentre le donne già si raccolgono per la cena. In mezzo al quadro c'è il prete, con la bicicletta portata a mano, di ritorno dalla città, con la spesa nello scatolone sul portapacchi, che fa due chiacchiere con l'anziano di casa, impegnato alla realizzazione di un cesto, prima di rientrare nella vicina canonica. Come potete immaginare è uno dei miei soliti viaggi nel tempo che fu, anche se poi non così lontani, visto che li abbiamo ancora nella nostra memoria. Un'altra divagazione nel tempo andato è anche il secondo quadro che vi sottopongo: " LA LAVANDAIA". Anche questo è un olio , di piccole dimensioni ( 24X30 ). Mi è stato suggerito da alcune illustrazioni che ho realizzato per il prossimo libro di Dino Marinelli, in prossima uscita (forse a Natale! )e che trattavano, appunto, del lavoro delle lavandaie. Come sempre saranno molto graditi i vostri giudizi, sia come commento al post o, se preferite, via e.mail al mio indirizzo : baldino38@yahoo.it