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6 marzo 2009

LA CIACCIA SUL PANARO


Anche se questa foto, a dire il vero, non gli rende proprio giustizia, vi voglio mostrare ugualmente questo mio ultimo quadro, che, da come si può ben vedere , illustra una cucina di campagna, con la nonna che prepara la " ciaccia sul panaro", mentre il babbo affetta il prosciutto per una meravigliosa merenda. So benissimo che anche questa scenetta non è più possibile ritrovarla oggi , neanche negli angoli più sperduti dei nostri monti. Il progresso vuole le sue vittime! Ma la ciaccia, a cercarla bene si trova ancora. Magari difficilmente in un ambiente come quello che ho raffigurato, ma qualche brava sposa ancora la prepara, alla vecchia maniera, in focolari ricostruiti nelle varie mansarde o scantinati, vocati principalmente alla riesumazione delle vecchie usanze. Comunque, per una voglia improvvisa, basta arrivare al Sasso................
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21 febbraio 2009

IL ROSARIO

Questa volta mi sono rivolto ai ricordi di quando ero molto piccolo, durante l'ultima guerra, quando , insieme a tutta la popolazione di Città di Castello, ero sfollato in campagna, credo per una ordinanza del comando tedesco. Avevo poco più di cinque anni e, con mia madre e il mio fratellino ( mio padre e mio fratello più grande erano rimasti in città a guardia del negozio ) eravamo ospiti di una famiglia di contadini, a Seripole.
Mi è sempre restata nella memoria la scenetta che ho cercato di ricreare e, molto modestamente, che penso di esserci riuscito: tutta la famiglia, dopo cena, prima delle quattro chiacchiere intorno al focolare e prima di ritirarsi nelle camere, dove ci aspettavano dei letti, per me, altissimi, con un saccone di foglie di granturco a mo' di materasso, si radunava per la recita del rosario, tutte le sere. Non credo che tale devozione sia sopravvissuta nelle nostre campagne e, suppongo, nemmeno in città, almeno per quello che conosco. Mi piaceva ricreare la situazione e l'ho fatto. Come sempre aspetto dei vostri commenti, anche per e-mail.

10 febbraio 2009

IL FILO ALLA FALCE

Eccovi un bel paesaggio agreste, col contadino che affila la falce fienaia, mentre la moglie, col rastello, raccoglie le pagliuzze di erba medica che si sono sparse, per farne un covone ed essiccarlo al sole, perchè si trasformi in fieno, per il foraggio invernale delle bestie della stalla.
E' l'ultimo quadro dipinto, da aggiungersi a tutti gli altri, in preparazione della prossima mostra.

29 agosto 2007

I RICORDI

Dopo un breve e meritato riposo, eccomi di nuovo a proporvi l'ultimo quadretto, realizzato in questi giorni " calienti " di un' estate veramente eccezionale. E' il ritratto, ripescato nei meandri della memoria, ma, a mio parere, riuscito e somigliante, di Giuanìn de Montescosso, un simpatico vecchietto, da me conosciuto nella ormai lontana fanciullezza, durante lo sfollamento, nell' ultima guerra. Era il più anziano dei fratelli Carletti, la famiglia di Seripole presso la quale ero sfollato con i miei fratelli e mia madre, (mio padre era restato in città a curare il negozio di generi alimentari e vi rimase quasi fino alla fine del passaggio del fronte). Con Giuanìno presi presto confidenza per la sua grande affabilità e la pazienza con la quale si intratteneva con me, fanciullo di cinque anni, raccontandomi della sua esperienza nella " sua" grande guerra, mentre io l'ascoltavo rapito. Mi meraviglio della mia memoria. Di quel disgraziato periodo mi ricordo tantissimo, al contrario di avvenimenti recenti. Vorrei tanto avere la facilità di scrittura di tante persone che conosco, per raccontare gli avvenimenti di quel periodo. Ma forse è meglio di no. Sono già tanti gli aspiranti scrittori! Mi accontenterò di trasferire nei quadri i miei ricordi, belli o brutti. Che poi è quello che ho sempre fatto.