21 febbraio 2009

IL ROSARIO

Questa volta mi sono rivolto ai ricordi di quando ero molto piccolo, durante l'ultima guerra, quando , insieme a tutta la popolazione di Città di Castello, ero sfollato in campagna, credo per una ordinanza del comando tedesco. Avevo poco più di cinque anni e, con mia madre e il mio fratellino ( mio padre e mio fratello più grande erano rimasti in città a guardia del negozio ) eravamo ospiti di una famiglia di contadini, a Seripole.
Mi è sempre restata nella memoria la scenetta che ho cercato di ricreare e, molto modestamente, che penso di esserci riuscito: tutta la famiglia, dopo cena, prima delle quattro chiacchiere intorno al focolare e prima di ritirarsi nelle camere, dove ci aspettavano dei letti, per me, altissimi, con un saccone di foglie di granturco a mo' di materasso, si radunava per la recita del rosario, tutte le sere. Non credo che tale devozione sia sopravvissuta nelle nostre campagne e, suppongo, nemmeno in città, almeno per quello che conosco. Mi piaceva ricreare la situazione e l'ho fatto. Come sempre aspetto dei vostri commenti, anche per e-mail.

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