12 febbraio 2007

CHE TEMPACCIO !!!!!

Temporale improvviso, scroscio d'acqua, vento forte che spazza Piazza di Sotto e..... l'ombrello che non s'apre. Il povero pretino sembra predisposto al turpiloquio, ma la sua temperanza lo salverà. Ecco l'ultimo parto della mia tavolozza, forse non proprio nuovo come soggetto, ma avevo una tela piccola (24x33) ed è stata la prima cosa che mi è venuta in mente per un quadretto di ridotte dimensioni.

11 febbraio 2007

4 febbraio 2007

Quando si ballava al Teatro degli Illuminati





Molti di voi mi hanno scritto chiedendomi notizie e testimonianze dei bei tempi, quando a Carnevale si ballava al Teatro degli Illuminati, in particolare, negli anni '60 del secolo scorso. Mi accingo quindi a dare qualche ragguaglio con qualche foto di contorno, anche se con grande nostalgia: mi chiedete di parlarvi della mia gioventù e del periodo, forse non il più bello, ma senz'altro, il più spensierato della mia vita .
A quel tempo facevo parte dell' O.R.E.S.T., la società che aveva in gestione il Teatro Comunale per il periodo carnevalesco. L'uso del teatro per i balli di Carnevale risaliva ad una vecchia tradizione cittadina, ormai interrotta.
Oltre ai Veglioni organizzati dai Rioni o da partiti politici, negli anni dell'immediato dopoguerra, vi furono anche quelli di alcune associazioni di categoria, come i tipografi o della stampa. L'O.R.E.S.T. invece organizzava le date non coperte, il Veglione di fine d'anno, il Veglioncino di Carnevale, il Festival dei Bambini, pomeriggio dedicato ai più piccoli, con ricchi premi alle mascherine, che si teneva il giovedì grasso e, fiore all'occhiello del l'organizzazione, il VEGLIONISSIMO DELLA CAMBIALE.
A questo particolare evento, nell'arco delle quattordici edizioni che si susseguirono, ebbe come ospiti i maggiori cantanti o attrazioni di moda in quegli anni. Si alternarono sul palco Rita Pavone , Nico Fidenco, Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Domenico Modugno, John Foster, La Roman New Orleans Jazz Band, The Rockers, Patty Pravo e tanti altri.
Famosi sono rimasti anche i Pomeriggi Danzanti della Domenica, spesso allietati da ospiti di grande successo come Mal dei Primitives, Johnny Dorelli, Il Quartetto Cetra, Claudio Villa, Nini Rosso, Alighiero Noschese, Sergio Endrigo, Giorgio Gaber, ecc. ,ecc.
Mi riprometto di tornare sull'argomento e di riparlarne più esaurientemente. Nel frattempo potete chiedermi, anche per e- mail, eventuali notizie che più vi stuzzicano.

LE FOTO: dall'alto
1)Nico Fidenco firma autografi a delle fans.
2)Lucia e Tata del Quartetto Cetra con me, Goffredo Niccolini e il Bibi ( Antonio Guerrini ).
3) Rita Pavone (18 anni) al Veglione della Cambiale del 1963.
4) Gianni Morandi, con me. Domenico Bertoldi ( Menco "matto") e il Maestro Ernestino Ottaviani. Era la Cambiale del 1966.

visita al museo


Lo so, è un quadro un po' strano, ma mi piaceva ricreare l'atmosfera delle gallerie d'arte, sdrammatizzando e smitizzando. Se vi sembra che ho esagerato, fatemelo sapere. Io, nel frattempo mi sono divertito un mondo, perchè, quando dipingo, lo faccio sempre con spirito che potrei definire ludico. Qualcuno che l'ha visto l'ha voluto definire un po' troppo spinto, mentre un'altro mi ha detto che più che un quadro gli sembrava una vignetta. Forse avranno ragione entrambi, ma a me interessa aver raggiunto lo scopo che mi ero prefisso: giocare sul modulo "quadro nel quadro" e rendere le luci e ombre di certi ambienti ovattati.

28 gennaio 2007

VEGLIONE DELLA MATTONATA

Questo qui riprodotto è il bozzetto che ho realizzato per l'invito al Veglione Sociale del Rione Mattonata, che avrà luogo il 17 Febbraio prossimo. La scenetta racconta quanto avvenne tanti anni fa. Bisogna tornare con la memoria all'immediato dopoguerra. I vicoli della Mattonata dovevano sembrare ai tutori dell'ordine una zona da tener sotto controllo , dato che le pattuglie dei Carabinieri non mancava sera che non facessero controlli per le strade e, in particolare, nelle osterie del rione. Queste erano i soli punti di aggregazione dei giovani del vicinato. Vi si riunivano per giocare a carte, alla morra o, semplicemente, per stare insieme a chiacchierare, bevendo un buon bicchiere di vino e , molto spesso, anche qualcuno in più. Ed era in queste occasioni che più di una volta era nata qualche bega con alcuni militi dell' Arma. Ma quei giovani andavano anche un po' compresi: molti erano da poco rientrati dal fronte, dalla macchia o dai campi di prigionia dell'uno o dell'altro campo avverso. infatti c'era chi rientrava dalla Germania chi dall'America o dall'India ecc.. e tutti avevano una gran voglia di tornare a vivere una vita normale e , se possibile, migliore. Ma il lavoro non c'era per tutti e bisognava arrangiarsi. Ma la voglia repressa di tornare a vivere veramente era tanta che dappertutto si inventavano sale da ballo. Bastava un fondo e un'orchestrina rimediata o, spesso , un grammofono e qualche vecchio disco gracchiante. Ed è proprio in questo clima che nacque l'idea di riprendere l'antica tradizione del Veglione Rionale da tenersi al Teatro. E fu vera apoteosi: tutto il rione si organizzò . Le donne prepararono montagne di castagnole, di torcoli,crostate e di crostini "briachi". Fu scritto l'inno per l'occasione e che ancora si canta:
La Mattonèta al Vegghione và,
jucchellì, jucchellì, jucchellà,
cu le bele maschiòle vicino
e,sotobracio 'mm bel fiasco de vino.....
La sera stabilita, verso le nove, partirono tutti, sui carri e sui barocci tutti agghindati, fra stelle filanti, coriandoli e canti e si avviarono verso il Teatro, con una gioia in cuore che forse non avrebbero mai più riprovato, neanche nei tempi certamente migliori che sarebbero susseguiti. Ma prima di andare, i giovani lasciarono un cartello per i Carabinieri : 'STA SERA 'NN CI SEMO!. Ecco spiegata la scenetta del bozzetto. Io ero molto piccolo, ma il ricordo di quella sera non mi ha mai abbandonato.

25 gennaio 2007

PANORAMICA BITURGENSE


Questa veduta del centro di Sansepolcro l'ho pensata e realizzata con la mente rivolta al cittadino più illustre della amena cittadina dell'Alta Valle del Tevere del versante toscano, Piero della Francesca. Il formato, un po' strano, è voluto, per rendere visibile la splendida panoramica che comprende alcune fra le più storiche costruzioni della città.Le dimensioni sono contenute. L'opera, realizzata ad olio su tavola, misura soltanto 56,5 cm.di base x 11,5 di altezza.

21 gennaio 2007

LA POTATURA

Come da prassi, appena finito un quadro ve ne rendo subito partecipi. L'ho terminato oggi, dipinto ad olio su tavola. Misura 50 cm. di base e 30 d'altezza. La scena riprodotta non ha bisogno di spiegazioni. Fa, come sempre, rivivere un momento di vita qutidiana, visto e rivisto tante volte, magari senza prestarci un minimo d'attenzione. Io invece mi ci sono soffermato, con compiacimento e voglia di raccontare. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate. Potete farlo, se vi scoccia inviare commenti sul blog, anche come già molti di voi fanno, inviando una e-mail al mio indirizzo, che vi ricordo è: baldino38@yahoo.it.

20 gennaio 2007

calendario 2007












I QUADRI RIPRODOTTI NEL CALENDARIO 2007
DELLA TIPOGRAFIA-LEGATORIA TIFERNO













La Tipografia-Legatoria Tiferno ha voluto rendermi un graditissimo omaggio dedicandomi il calendario 2007.
Sono stati riprodotti sei miei quadri, più l'autoritratto(1997) di copertina. Ho appreso, con vivo piacere, che l'idea è stata molto apprezzata ed il calendario è andato letteralmente a ruba. Sono queste le soddisfazioni che mi danno la carica per continuare, nel mio piccolo, a dipingere le storie di vita qutidiana, di ieri e di oggi.
In ordine piuttosto sparso, sono quelli qui riprodotti i quadri scelti, tutti, in qualche modo, legati alla nostra città , Bracardi comprese.

13 gennaio 2007

Benito Albi Bachini


Ho ritrovato questa vecchia foto che ritrae Benito Albi Bachini in un abbigliamento particolare. Infatti è seminudo, in calzoncini corti e bombetta. E' una foto scattata tanti anni fa, credo, da Massimo Antoniucci, a Celle, dove Benito si era da un po' di tempo trasferito, ospite di Ezio Mari. Alla maggior parte delle persone può sembrare una posa, quanto meno, strana, ma non per chi ha conosciuto il " Professore ".
Delle tante foto in circolazione, secondo me, questa è quella che ci ridà la spontaneità, la voglia di vivere, la libertà assoluta nelle quali Benito ha improntato tutta la sua vita. Sono ormai più di vent'anni che ci ha lasciati, ma il ricordo della sua arte, della sua intelligenza ( che qualcuno ha voluto definire "sciupata"), della sua arguzia, della sua prontezza di spirito, non ci abbandoneranno mai. Ci vorrebbe una intera biblioteca per raccontare i motti, le battute e gli aneddoti che di Benito hanno fatto un mito. Prima o poi a qualcuno toccherà prendersi l'onere di scivere tutto, prima che l'oblio ricopra tanti bei ricordi.

12 gennaio 2007

La vita nel vicinato


La scena che ho riprodotto in questo quadretto, purtroppo, non è più possibile riviverla. Dagli angusti vicoli delle nostre città sono scomparsi gli artigiani, trasferitisi ormai nelle zone industriali. Ma anche gl abitanti dei centri sorici sono emigrati nei nuovi quartieri residenziali, lasciando le vecchie casette disabitate, o affittate (remuneramente!) agli estracomunitari di varia provenienza. Mi piace dipingere queste scene di vita del nostro recente passato, un po' perche, forse, ne sento una certa nostalgia, poi, per dare una testimonianza di un modo di vivere che è scomparso, anche perchè la macchina fotografica non entrava spesso nei vicoli e quindi sono rare le fonti di documentazione.Il quadro è dipinto ad olio su tavola e misura 47 cm.di base x 21 di altezza. E' il primo datato 2007.

4 gennaio 2007

Auguri a tutte le...Befane!




Sfruttando il vecchio manifesto, da me realizzato, l'anno scorso, in occasione della Befana dei Vigili del Fuoco, faccio i migliori auguri di buon 2007 a tutte le signore e signorine di mia conoscenza. Se si offendono.....hanno la coda di paglia. Buon Anno e Buona Befana a tutte!!!!

31 dicembre 2006

Mercatino in piazza Berta

La scenetta che ho illustrato in questo dipinto ha il sapore del passato e non poteva essere diversamente, dato che la torre, che troneggia in mezzo alla piazza principale di Sansepolcro, oramai non c'è più. Non c'è perché è stata fatta saltare in aria dai tedeschi in ritirata, durante l'ultimo conflitto. Ho dipinto questo quadro in omaggio agli amici biturgensi, che hanno ancora un gran ricordo e tanta nostalgia della torre di Berta.


Qui ho riprodotto l' llustrazione che avevo dipinto qualche anno fa per un calendario e che racconta il brutto episodio della distruzione della torre.L'originale è negli Stati Uniti, in casa dell'amico Fausto Braganti, biturgense d.o.c.

20 dicembre 2006

LA BATTITURA



Con questo quadro ritorno alle scenette didascaliche della nostra passata civiltà contadina che, pur sembrandoci lontana nel tempo, è invece vicinissima a noi, anche se già le vengono dedicate rievocazioni e sagre.Ho voluto raccontare la giornata più importante per la vita della famiglia contadina, il raccolto delle fatiche di un anno.

Si possono notare i "padroni" sul "legnetto", il fattore che conta i sacchi di grano che vengono trasportati a spalle verso il granaio, dopo essere stati pesati. C'è il frate cercatore e gli addetti alla pula e, al centro, il trattore Landini a testa calda che fa da forza motrice alla "trebbia" .

Il quadro è dipinto ad olio su tavola di cm.72,5x32. Finito il 18 dicembre 2006

Giochi in convento

Non è la prima volta che sfrutto il tema dei fraticelli che si lanciano dal campanile, usando il saio a mo' di paracadute, per planare soddisfatti e giocondi. Infatti l'ho realizzata almeno altre tre volte, ma nel quadro qui riprodotto e che ho terminato in questi giorni, ho apportato alcune varianti. Innanzi tutto è dipinto ad olio, su tavola, e anche le dimensioni sono maggiori(33x71). Questa volta ho aggiunto anche il telo, sorretto dai confratelli, all'uso dei pompieri, ed ho curato più il paesaggio ed i dettagli. Il tema può sembrare strano o fantasioso, ma non vuol far altro che trasmettere la gioia e la poesia di questi fraticelli che intendono " cum summo gaudio et in letizia servire lo Signore Dio Nostro"


13 dicembre 2006

BALESTRIERI

Un gruppo di balestrieri in allenamento non è uno spettacolo facile da incontrare normalmente, a meno che uno non si trovi dalle parti di Sansepolcro o, allargandosi un po', in quel di Gubbio. Ma qui ho voluto immortalare i più vicini, anche in vista di una prossima personale a Sansepolcro. Anche questo quadro è dipinto ad olio ed è di dimensioni ridotte ( 30x39 ).Sto tuttora lavorando ad un dipinto particolare, ma ne parleremo nel prossimo post........

9 dicembre 2006

Maternità

Quello qui riprodotto è il mio primo quadro dipinto ad olio dopo molto tempo. Ritornare a dipingere ad olio dopo anni di uso dell'acrilico è stato come ritrovare un amico. Senza nulla togliere ai più moderni colori acrilici che, anzi, grazie al calore dei toni e la facilita di essiccazione sono eccezionali, il ritornare ad usare la più antica tecnica dell'olio mi ha dato una grande soddisfazione, perchè i tempi più lenti di esecuzione sono di gran lunga superati dalla maggior pastosità del tessuto pittorico e dalla possibilità di ottenere sfumature e velature impossibili con qualunque altra tecnica. Il contenuto dell'opera è, naturalmente, scontato: il tema della maternità è una dei più sfruttati nell'iconografia mariana. Infatti anch'io alludo alla Mater Dei in questo mio piccolo dipinto ( 27,50 x 31,50 ) anche se, per mia scelta, non vi ho inserito aureole o altri riferimenti agiografici.
'

30 novembre 2006

IL RESTAURO DEI MANOSCRITTI


Il quadro qui riprodotto l'ho ultimato oggi, ma è qualche mese che me lo trascinavo dietro, sempre col dubbio se terminarlo o abbandonarlo, vista la stranezza del soggetto, che esula in parte dalla mia normale produzione, e dal formato (46x83), notevolmente superiore al mio standard. Ma, ora che è finito, sono contento di averlo portato a termine, anche perchè in qualche modo mi pare che abbia qualcosa in comune col murale di San francesco. ma forse è solo questione di saio.

24 novembre 2006

DUE NUOVI QUADRI


Questi sono i frutti delle mie ultime fatiche. Sono due scenette di vita raccontate con i miei soliti mezzi. La prima mi è stata ispirata dai colori e dal
clima di questi giorni autunnali, mentre l'altro è un ricordo di vita vissuta e racconta un pranzo di nozze come usava fino a qualche tempo fa nelle nostre campagne, quando tutto si svolgeva fra il pranzo a casa della sposa e la cena nella casa dello sposo, che poi era la dimora della nuova famiglia. Per ospitare il numero elevato degli invitati, normalmente si apparecchiava la tavola nel capanno degli attrezzi, nel fienile o in altro vano abbastanza ampio, adatto allo scopo. Sono due opere di piccole dimensioni, realizzate su tavole, con colori acrilici.