
Mi è arrivato per posta da parte di Isabella e Laura dalla Ragione. L'ho trovato particolarmente bello e toccante e ho quindi deciso di condividerlo con tutti quelli che hanno stimato e voluto bene a Livio.












Dal 17 marzo SAN LUCA (Luca Santinelli) darà vita ad una mostra interessantissima imperniata sulla sua città, che poi è anche la nostra, con un particolare riferimento ai due personaggi da lui qui effigiati in due riuscitissimi ritratti: suo zio, il Marchese e il Duca Luca. Siete tutti invitati alla inaugurazione, che avrà luogo sabato 17 marzo alle ore 18,00presso la Sala Espositiva del Palazzo del Podestà, in Corso Cavour, a Città diCastello.
Ho qui raffigurato una scenetta invernale , in una cucina di campagna di qualche anno fa. Per passare il freddo pomeriggio, forse con pioggia o neve, la famigliola, o parte di essa, sta al calduccio del focolare, sbrigando ognuno qualche faccenduola, in attesa della bella stagione. Chi dovrebbe fare i compiti a casa, chi fa canestri e chi suona la "giorgina". E' un quadro ad olio, su tavola, di formato quadrato (37x37).
Temporale improvviso, scroscio d'acqua, vento forte che spazza Piazza di Sotto e..... l'ombrello che non s'apre. Il povero pretino sembra predisposto al turpiloquio, ma la sua temperanza lo salverà. Ecco l'ultimo parto della mia tavolozza, forse non proprio nuovo come soggetto, ma avevo una tela piccola (24x33) ed è stata la prima cosa che mi è venuta in mente per un quadretto di ridotte dimensioni.
Oltre ai Veglioni organizzati dai Rioni o da partiti politici, negli anni dell'immediato dopoguerra, vi furono anche quelli di alcune associazioni di categoria, come i tipografi o della stampa. L'O.R.E.S.T. invece organizzava le date non coperte, il Veglione di fine d'anno, il Veglioncino di Carnevale, il Festival dei Bambini, pomeriggio dedicato ai più piccoli, con ricchi premi alle mascherine, che si teneva il giovedì grasso e, fiore all'occhiello del
l'organizzazione, il VEGLIONISSIMO DELLA CAMBIALE.
Ornella Vanoni, Domenico Modugno, John Foster, La Roman New Orleans Jazz Band, The Rockers, Patty Pravo e tanti altri.
Questo qui riprodotto è il bozzetto che ho realizzato per l'invito al Veglione Sociale del Rione Mattonata, che avrà luogo il 17 Febbraio prossimo. La scenetta racconta quanto avvenne tanti anni fa. Bisogna tornare con la memoria all'immediato dopoguerra. I vicoli della Mattonata dovevano sembrare ai tutori dell'ordine una zona da tener sotto controllo , dato che le pattuglie dei Carabinieri non mancava sera che non facessero controlli per le strade e, in particolare, nelle osterie del rione. Queste erano i soli punti di aggregazione dei giovani del vicinato. Vi si riunivano per giocare a carte, alla morra o, semplicemente, per stare insieme a chiacchierare, bevendo un buon bicchiere di vino e , molto spesso, anche qualcuno in più. Ed era in queste occasioni che più di una volta era nata qualche bega con alcuni militi dell' Arma. Ma quei giovani andavano anche un po' compresi: molti erano da poco rientrati dal fronte, dalla macchia o dai campi di prigionia dell'uno o dell'altro campo avverso. infatti c'era chi rientrava dalla Germania chi dall'America o dall'India ecc.. e tutti avevano una gran voglia di tornare a vivere una vita normale e , se possibile, migliore. Ma il lavoro non c'era per tutti e bisognava arrangiarsi. Ma la voglia repressa di tornare a vivere veramente era tanta che dappertutto si inventavano sale da ballo. Bastava un fondo e un'orchestrina rimediata o, spesso , un grammofono e qualche vecchio disco gracchiante. Ed è proprio in questo clima che nacque l'idea di riprendere l'antica tradizione del Veglione Rionale da tenersi al Teatro. E fu vera apoteosi: tutto il rione si organizzò . Le donne prepararono montagne di castagnole, di torcoli,crostate e di crostini "briachi". Fu scritto l'inno per l'occasione e che ancora si canta:
Questa veduta del centro di Sansepolcro l'ho pensata e realizzata con la mente rivolta al cittadino più illustre della amena cittadina dell'Alta Valle del Tevere del versante toscano, Piero della Francesca. Il formato, un po' strano, è voluto, per rendere visibile la splendida panoramica che comprende alcune fra le più storiche costruzioni della città.Le dimensioni sono contenute. L'opera, realizzata ad olio su tavola, misura soltanto 56,5 cm.di base x 11,5 di altezza.
Come da prassi, appena finito un quadro ve ne rendo subito partecipi. L'ho terminato oggi, dipinto ad olio su tavola. Misura 50 cm. di base e 30 d'altezza. La scena riprodotta non ha bisogno di spiegazioni. Fa, come sempre, rivivere un momento di vita qutidiana, visto e rivisto tante volte, magari senza prestarci un minimo d'attenzione. Io invece mi ci sono soffermato, con compiacimento e voglia di raccontare. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate. Potete farlo, se vi scoccia inviare commenti sul blog, anche come già molti di voi fanno, inviando una e-mail al mio indirizzo, che vi ricordo è: baldino38@yahoo.it. 


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La scenetta che ho illustrato in questo dipinto ha il sapore del passato e non poteva essere diversamente, dato che la torre, che troneggia in mezzo alla piazza principale di Sansepolcro, oramai non c'è più. Non c'è perché è stata fatta saltare in aria dai tedeschi in ritirata, durante l'ultimo conflitto. Ho dipinto questo quadro in omaggio agli amici biturgensi, che hanno ancora un gran ricordo e tanta nostalgia della torre di Berta. 