9 gennaio 2011
COMIZIO SOTTO LA PIOGGIA
5 gennaio 2011
LA SFOGLIA
16 dicembre 2010
BOVI
28 novembre 2010
NON E' SVIZZERO, MA....ROMANO !
Presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge è esposto queso UTENSILE MULTIUSO RICHIUDIBILE, ritrovato nell'area del Mediterraneo ed è risalente al III secolo D.C.E' contemporaneamente un coltello, una forchetta, un cucchiaio, un punteruolo, uno stuzzicadenti e una spatola. E' in argento , tranna la lama, che è di ferro, e si suppone appartenesse ad un viaggiatore piuttosto ricco o, perlomeno ...benestante. Quindi gli svizzeri, col loro coltello multifunzionale VICTORINOX, anche se brevettato fin dal 1897, non hanno proprio inventato niente!
( Notizia ricavata da Famiglia Cristiana N° 48 del 28/11/2010 )
( Notizia ricavata da Famiglia Cristiana N° 48 del 28/11/2010 )
22 ottobre 2010
L'USCITA DAL VEGLIONE
27 settembre 2010
L'ULTIMO TANGO A LA MOTINA
Questa volta la finestra della memoria mi si è aperta con l'accompagnamento languido e struggente di un tango argentino, suonato da un'orchioniestrina nella balera de La Motina di Anghiari, mentre i ballerini avvinghiati e rapiti dal ritmo trascinante volteggiavano nella sala. Un vero flash di ricordi che ho voluto trasportare sulla tavola che vi presento. L'ho dipinto di getto, mentre il mio cervello galoppava a rincorrere i ricordi e le sensazioni di quelle lontane serate tracorse con gli amici, zingarate passate a girovagare per i vari locali della valtiberina, senza una meta precisa.Mi sembra ancora di sentire le stonature delle orchestre, gli strani odori ed effluvi vari che si sovrapponevano, dalla vaniglia all'olio doliva (sic!). Ora i giovani hanno la disc music, il rock, il rap.... ma un bel tango a La Motina.....se lo sognano.
- E' un olio su tavola di cm.30x60 -
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- E' un olio su tavola di cm.30x60 -
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24 settembre 2010
IL MONUMENTO DI GARIBALDI


Dopo tante battaglie, finalmente, la statua marmorea che i castellani vollero dedicare all'Eroe dei Due Mondi è stata ripulita. Il lavoro di restauro da parte di Giuliano Guerri è stato veramente eccezionale, visto lo stato in cui si trovava il manufatto. Purtroppo, per il momento, ci siamo fermati alla ripulitura. Col tempo, forse, riusciremo anche a ripristinare i quattro fasci littori, deturpati nel '43, da qualcuno che aveva scambiato i simboli della Repubblica Romana del 1849 per quelli del fascismo mussoliniano. Ma per il momento accontentiamoci. Purtroppo resta in sospeso anche un eventuale spostamento del monumento in una zona più idonea, dato che, a parere di esperti, la permanenza in mezzo alla vegetazione dei giardini, entro breve tempo, l'attacco dei licheni al marmo renderà il monumento irrimediabilmente deturpato. In alcuni punti è già visibile il grosso danno. Nel mio appello precedente per la ripulitura avevo anche suggerito un eventuale spostamento del "Beppino" nazionale in piazza Matteotti.
L'idea non è nuova. Il desolante deserto della sunnominata piazza, dopo la nuova pavimentazione, che ha eliminato i marciapiedi ed il salvagente centrale, evoca un qualcosa che la rivitalizzi insieme ad un intelligente arredo urbano. Anche il dottor Siviero Sensini, a suo tempo, aveva auspicato una eventuale fontana. Il monumento marmoneo di Garibaldi non stonerebbe affatto con l'architettura della piazza,anzi....
Mi è stato fatto rilevare che , una volta posizionato il monumento, più o meno sul luogo dov'era quello di Vittorio Emanuele, prima dello spostamento al Cassero, ci sarebbero dei problemi per il montaggio dei vari palchi per le varie manifestazioni che normalmente si tengono in quel luogo. Mi sembra logico che spostando tali strutture provvisorie dalla parte opposta della piazza, davanti al Palazzo Vecchio Bufalini, come, d'altro canto già avvenuto in passato, non cambierebbe nulla, anzi, ci sarebbe il vantaggio della leggera pendenza della pavimentazione in tale direzione. Per il mercato poi, porterebbe via forse un banco, nè più nè meno come i palchi che ci sono quasi sempre in permanenza. In giro questa mia proposta ha suscitato molto interesse e approvazione. Forse il problema è sempre quello della volgar moneta. Ma se ci si mette un po' di buona volontà, forse qualcuno che voglia sponsorizzare l'operazione si troverebbe certamente, come è già avvenuto, grazie al Rotary Club Tifernate, per la ripulitura.
L'idea non è nuova. Il desolante deserto della sunnominata piazza, dopo la nuova pavimentazione, che ha eliminato i marciapiedi ed il salvagente centrale, evoca un qualcosa che la rivitalizzi insieme ad un intelligente arredo urbano. Anche il dottor Siviero Sensini, a suo tempo, aveva auspicato una eventuale fontana. Il monumento marmoneo di Garibaldi non stonerebbe affatto con l'architettura della piazza,anzi....
Mi è stato fatto rilevare che , una volta posizionato il monumento, più o meno sul luogo dov'era quello di Vittorio Emanuele, prima dello spostamento al Cassero, ci sarebbero dei problemi per il montaggio dei vari palchi per le varie manifestazioni che normalmente si tengono in quel luogo. Mi sembra logico che spostando tali strutture provvisorie dalla parte opposta della piazza, davanti al Palazzo Vecchio Bufalini, come, d'altro canto già avvenuto in passato, non cambierebbe nulla, anzi, ci sarebbe il vantaggio della leggera pendenza della pavimentazione in tale direzione. Per il mercato poi, porterebbe via forse un banco, nè più nè meno come i palchi che ci sono quasi sempre in permanenza. In giro questa mia proposta ha suscitato molto interesse e approvazione. Forse il problema è sempre quello della volgar moneta. Ma se ci si mette un po' di buona volontà, forse qualcuno che voglia sponsorizzare l'operazione si troverebbe certamente, come è già avvenuto, grazie al Rotary Club Tifernate, per la ripulitura.
21 settembre 2010
15 settembre 2010
COM'ERA PORTA SAN GIACOMO
In occasione del 150° anniversario dell' 11 Settenbre Tifernate, il Comitato Organizzatore ha usato per le varie pubblicazioni, inviti, manifesti e locandine, un bel disegno del pittore tifernate Marco Tullio Bendini, che illustrava la Porta San Giacomo com'era prima del suo abbattimento. Questo mi ha dato l'idea di impostare una scenetta d'epoca in quel luogo e di ricostruire un pezzo di Città di Castello che non c'è più. Il risultato e questo dipinto che ho fotografato per il mio blog. E' un olio su tavola, 40x37 le misure. Anche questo quadro farà parte della Mostra "FINESTRE DELLA MEMORIA", che vedrà le mie opere esposte in occasione della prossima Mostra Mercato del Tartufo Bianco, che si terrà a Città di Castello i primi giorni di Novembre.
7 settembre 2010
LO STANNO RIPULENDO!!!!


A volte a muovere le acque serve a qualcosa. Dopo il mio ultimo intervento sulla ripulitura del monumento a Giuseppe Garibaldi, finalmente, sono partite le opere
di ripristino della statua marmorea da parte del noto restauratore Giuliano Guerri.
Potremo rivedere il nostro "Beppino" nazionale sabato prossimo, 11 Settembre, in occasione delle manifestazioni per il 150°anniversario dell'entrata delle truppe del generale Fanti in città. L'amministrazione comunale ha preso la palla al balzo per questo evento e ha deliberato la ripulitura. Si parla anche di un intervento privato, piuttosto consistente, da parte di un Club cittadino ( Rotary ??). L'importartante è
aver raggiunto almeno uno degli scopi che ci eravamo prefissi. Ora non ci resta da fare altro che un buon restauro , con il ripristino dei fasci littori, rovinati da mano ignota dopo il 25 Aprile del '43, ignorando il loro richiamo alla Repubblica Romana e,
grande sogno , che so essere piuttosto compilcato da realizzare, il trasloco dell'Eroe dei 2 Mondi in piazza Matteotti, dove ua volta era il monumento di Vittorio Emanuele II. Sono tantissimi i castellani che in questi giorni mi hanno fermato per strada e sollecitato una eventuale sottoscrizione cittadina in merito. Resto anch'io sempre dell'idea che sarebbe una logica soluzione per riempire il grande vuoto che si è venuto a creare sulla piazza. C'è anche chi ha detto che così, finalmente, anche i palchi montati per le varie manifestazioni, tornando dalla parte opposta, con la facciata di palazzo Bufalini alle spalle, prenderebbero la locazione naturale, con la leggera pendenza della piazza. Non disperiamo: chi vivrà, vedrà!6 settembre 2010
UN PO' DI NEVE CI STA BENE!
Forse sarà stato il caldo afoso dell'estate trascorsa a ispirare questo quadretto "rinfrescante".
Dopo diverso tempo ho ripreso in mano i pennelli e i colori ed il risultato l'avete sotto gli occhi:
MATTINATA CON LA NEVE è il titolo provvisorio che ho dato al quadro. E' un dipinto ad olio su tela , di 70 cm. di altezza e 50 di base. Come al solito, aspetto un vostro giudizio ( anche x e-mail).
1 agosto 2010
UN MONUMENTO ABBANDONATO
Qui sotto riporto l'articolo che ho inviato alle varie redazioni dei quotidiani, radio e tv locali:
IL MONUMENTO A GARIBALDI E IL 150° DELL'UNITA' D'ITALIA
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Il prossimo XI Settembre Città di Castello sarà impegnata a festeggiare il 150° anniversario dell'entrata delle truppe piemontesi del generale Manfredo Fanti
in città e l'unificazione dei tifernati al Regno d'Italia.
Qualche anno dopo tale evento, i nostri concittadini, vollero innalzare un monumento marmoreo a Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi, grati per tutto quello che il "generale" aveva compiuto per l'unificazione della Nazione.
Alla spontanea mozione popolare e operaia che aveva determinato l'innalzamento di tale monumento, piazzato all'ingresso orientale della città, con la sciabola indicante la direzione di Roma, ancora "irredenta", i monarchici tifernati risposero con il monumento a Vittorio Emanuele II, posto al centro della Piazza di Sopra, oggi Matteotti e allora Piazza Vitelli.
In seguito i due monumenti furono spostati. Il Re Vittorio emigrò nel giardino del cassero e Garibaldi si ritrovò in mezzo alle aiole, con la sciabola rivolta verso la direzione del cimitero o, se preferite, verso il mare.
Tutta questa premessa per riportare, per l'ennesima volta, l'attenzione sul vergognoso stato di degrado in cui è stato abbandonato il monumento a Giuseppe Garibaldi. Tanta è la patina di sudiciume e antichi escrementi di piccioni ed uccelli vari, che è difficile stabilire con quale materiale l'opera fu, a suo tempo, realizzata. E' infatti impossibile supporre che, sotto tanta sporcizia , ci sia del candido marmo di Carrara.
Su questo argomento già si è più volte rivolto a chi di dovere anche Dino Marinelli, ma senza nessun riscontro, come, del resto, tutte le vignette apparse su l'altrapagina, che ho invano disegnate.
Intanto sono stati ripuliti e restaurati sia il monumento a Vittorio Emanuele II, sia quello di Elmo Palazzi, in piazza Raffaello Sanzio, con tanto di grande rappresentanza delle " LOGGE" cittadine. Ma a me risulta che anche il Beppino nazionale fosse massone. Forse, agli occhi dei " fratelli ", è meno importante.
Nella vicina Sansepolcro, per esempio, i monumenti a Piero della Francesca e Fra Luca Pacioli, sono stati ripuliti da un gruppo di pensionati volontari, con ottimi risultati. Non credo, quindi, che ripulire il nostro Eroe possa essere tanto problematico.
A chiusura di queste mie due righe vorrei proporre due suggerimenti:
- Nel caso si procedesse alla ripulitura della statua, perchè non restaurare i quattro fasci littori del basamento, chiaro richiamo alla Repubblica Romana e non, come ha creduto qualche imbecille, al ventennio fascista?
- Visto il grande vuoto, venutosi a creare in Piazza di Sopra, dopo l'eliminazione del salvagente, non sarebbe il caso di trasportarci il Beppino nazionale? Prima di tutto riprenderebbe la posizione originale, indicando di nuovo Roma. Inoltre rianimerebbe il grigiore della piazza principale della città (mi ricordo che il Dottor Siviero Sensini aveva pensato ad una fontana! ) e risolverebbe anche il problema di una eventuale, finanze permettendo, realizzazione di Piazza Alberto Burri a Porta Sant'Egidio.
Il mio è un appello accorato di un castelèno che vuol bene alla sua città, nonostante tutto.
Baldino
(Ubaldo Mariucci)
Se qualcuno è daccordo con quanto sopra, batta un colpo.......
in città e l'unificazione dei tifernati al Regno d'Italia.
Qualche anno dopo tale evento, i nostri concittadini, vollero innalzare un monumento marmoreo a Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi, grati per tutto quello che il "generale" aveva compiuto per l'unificazione della Nazione.
Alla spontanea mozione popolare e operaia che aveva determinato l'innalzamento di tale monumento, piazzato all'ingresso orientale della città, con la sciabola indicante la direzione di Roma, ancora "irredenta", i monarchici tifernati risposero con il monumento a Vittorio Emanuele II, posto al centro della Piazza di Sopra, oggi Matteotti e allora Piazza Vitelli.
In seguito i due monumenti furono spostati. Il Re Vittorio emigrò nel giardino del cassero e Garibaldi si ritrovò in mezzo alle aiole, con la sciabola rivolta verso la direzione del cimitero o, se preferite, verso il mare.
Tutta questa premessa per riportare, per l'ennesima volta, l'attenzione sul vergognoso stato di degrado in cui è stato abbandonato il monumento a Giuseppe Garibaldi. Tanta è la patina di sudiciume e antichi escrementi di piccioni ed uccelli vari, che è difficile stabilire con quale materiale l'opera fu, a suo tempo, realizzata. E' infatti impossibile supporre che, sotto tanta sporcizia , ci sia del candido marmo di Carrara.
Su questo argomento già si è più volte rivolto a chi di dovere anche Dino Marinelli, ma senza nessun riscontro, come, del resto, tutte le vignette apparse su l'altrapagina, che ho invano disegnate.
Intanto sono stati ripuliti e restaurati sia il monumento a Vittorio Emanuele II, sia quello di Elmo Palazzi, in piazza Raffaello Sanzio, con tanto di grande rappresentanza delle " LOGGE" cittadine. Ma a me risulta che anche il Beppino nazionale fosse massone. Forse, agli occhi dei " fratelli ", è meno importante.
Nella vicina Sansepolcro, per esempio, i monumenti a Piero della Francesca e Fra Luca Pacioli, sono stati ripuliti da un gruppo di pensionati volontari, con ottimi risultati. Non credo, quindi, che ripulire il nostro Eroe possa essere tanto problematico.
A chiusura di queste mie due righe vorrei proporre due suggerimenti:
- Nel caso si procedesse alla ripulitura della statua, perchè non restaurare i quattro fasci littori del basamento, chiaro richiamo alla Repubblica Romana e non, come ha creduto qualche imbecille, al ventennio fascista?
- Visto il grande vuoto, venutosi a creare in Piazza di Sopra, dopo l'eliminazione del salvagente, non sarebbe il caso di trasportarci il Beppino nazionale? Prima di tutto riprenderebbe la posizione originale, indicando di nuovo Roma. Inoltre rianimerebbe il grigiore della piazza principale della città (mi ricordo che il Dottor Siviero Sensini aveva pensato ad una fontana! ) e risolverebbe anche il problema di una eventuale, finanze permettendo, realizzazione di Piazza Alberto Burri a Porta Sant'Egidio.
Il mio è un appello accorato di un castelèno che vuol bene alla sua città, nonostante tutto.
Baldino
(Ubaldo Mariucci)
Se qualcuno è daccordo con quanto sopra, batta un colpo.......
27 luglio 2010
IL ROSARIO DELLA MATTONATA
IL ROSARIO DELLA MATTONATA è il simpatico brano, scritto nel 1805 dal Cav. Mancini, al quale mi sono ispirato per questo quadretto. Dallo stesso brano è stato tratto anche l'atto unico teatrale, in dialetto castelèno, che tantissimi anni fa fu rappresentato nei vicoli del rione, in occasione della Festa della Mattonata. La regia era di Gianni Ottaviani. Tra i vari interpreti mi piace ricordare il Duca Luca, Rosino Rosellini, Nenone Capanni, Paolo Marinelli, Mario Franchi, Ivano Franchi, Barili e tanti altri ( anch'io partecipai nella veste del Cav. Mancini, voce narrante)Ultimamente ho messo per iscritto, allargando e variando alcune parti, il copione- canovaccio, destinato ad una eventuale riedizione dell'opera. Intanto avrei intenzione di sfruttare il quadro qui riprodotto come copertina alla prossima tradizionale pubblicazione che solitamente accompagna la Festa della Mattonata.
15 luglio 2010
MALDICENZE SENILI
è stata realizzata ad olio su di un pannello di legno, preventivamente preparato, che mi era stato consegnato, insieme a tantissimi altri artisti della Valtiberina umbra e toscana, in modo di poter allestire una mostra permanente presso la CASA DEI GIRASOLI di Lama.
Avendo avuto mano libera, sia per il tema o il soggetto, sia per la tecnica pittorica, io mi sono voluto sbizzarrire e, naturalmente, divertirmi un po', nella speranza di trasmettere il buonumore anche agli ospiti anziani della struttura cui è destinata l'opera. La scenetta è abbastanza esplicita e non ha bisogno di spiegazioni. Spero solo che raggiunga lo scopo che mi sono prefissato. Agli arzilli vecchietti l'ardua sentenza.......
Avendo avuto mano libera, sia per il tema o il soggetto, sia per la tecnica pittorica, io mi sono voluto sbizzarrire e, naturalmente, divertirmi un po', nella speranza di trasmettere il buonumore anche agli ospiti anziani della struttura cui è destinata l'opera. La scenetta è abbastanza esplicita e non ha bisogno di spiegazioni. Spero solo che raggiunga lo scopo che mi sono prefissato. Agli arzilli vecchietti l'ardua sentenza.......
4 luglio 2010
IL VEGLIONE DELLA CAMBIALE 1969


Due immagini dell'orchestra che, con tanta nostalgia e voglia di rilancio, in quella decima edizione del VEGLIONE DELLA CAMBIALE, si riuscì a mettere insieme, grazie all'abnegazione e all'impegno di Ernestino Ottaviani e Benito Bistarelli.
Riunirono i migliori musicisti con cui avevano già avuto occasione di suonare nelle varie orchestre che, nell'immediato dopoguerra, si costituivano e si scioglievano, per poi ricostituirsi sempre con gli elementi che vagavano da una compagine all'altra. Il risultato fu veramente eccezionale, tanto che da quell'embrione poi nacque la famosa TIFERNO BIG BAND, che negli anni successivi raccolse tanto successo. Mettendo alla prova la mia memoria, cercherò di ricordarmi i nomi dei vari musicisti. In prima fila da destra:
Gaetano Piermartiri, Benito Bistarelli,
Aldo Arcaleni, alessandro Baldacci, Enzo Arcaleni. Al piano Ernestino Ottaviani e dietro, al contrabbasso, Argentino Argenti, Giancarlo Berardi alla tromba e, al trombone, Mario Testerini, del Borgo.
Riunirono i migliori musicisti con cui avevano già avuto occasione di suonare nelle varie orchestre che, nell'immediato dopoguerra, si costituivano e si scioglievano, per poi ricostituirsi sempre con gli elementi che vagavano da una compagine all'altra. Il risultato fu veramente eccezionale, tanto che da quell'embrione poi nacque la famosa TIFERNO BIG BAND, che negli anni successivi raccolse tanto successo. Mettendo alla prova la mia memoria, cercherò di ricordarmi i nomi dei vari musicisti. In prima fila da destra:
Gaetano Piermartiri, Benito Bistarelli,
Aldo Arcaleni, alessandro Baldacci, Enzo Arcaleni. Al piano Ernestino Ottaviani e dietro, al contrabbasso, Argentino Argenti, Giancarlo Berardi alla tromba e, al trombone, Mario Testerini, del Borgo.
16 maggio 2010
ALTRI DUE...................
LE MALDICENZE. Il primo è un paesaggio, con la veduta dei campanili di Città di Castello sotto la neve, con, in primo piano un gruppo di ragazzini che fanno "a pallate" o giocano a fare un pupazzo di neve . Il secondo, invece, è un interno, con due anziane signore intente a spiare dalla finestra e facendo commenti da dietro le persiane. Scenette di vita, come al solito, raccontate anche perchè non si perda la memoria di un mondo che sta vorticosamente cambiando e , secondo me, non in meglio.
2 maggio 2010
I "CURIALI"
22 aprile 2010
LA CONFESSIONE
LA CONFESSIONE - Olio su tela - 40x60 - 2010 -
Ho appena terminato questo quadretto : è l'interno di una sacrestia , dove un prete confessa un ragazzino. Niente di particolare, quindi. Ma il quadro è nato per raffigurare un interno, illuminato da una finestra aperta e, naturalnente , giocando sulle ombre e i riflessi.
La scenetta della confessione l'ho inserita come una proiezione di ricordi lontani, quando si freguentavano gli oratori. Un po' di nostalgia della passata gioventù?
3 aprile 2010
TRE QUADRI "NOSTRANI"
zeppo.- Il terzo, in fineNonostante le elezioni, gli anniversari ( insieme a Gabriella ho festeggiato il 50°di matrimonio!) e le festività pasquali, sono riuscito a portare a termine altri tre dipinti, in vista di una prossima mostra personale, che, per il momento, però, non ho ancora programmato, indeciso se esporre a Città di Castello o a Sansepolcro. Forse andrà a finire che esporrò in tutte e due le cittadine dell'alto Tevere. Sui tre quadri non credo ci sia molto da dire. Nel primo ho descritto una giornata di mercato, individuando una visuale diversa da opere già da me dipinte. Nel secondo caso ho illustrato un vecchio adagio castellano: " I versi 'nn'ènn bèli!"- disse 'l rospo vedendo aguzzè lu, è uno scorcio dei campanili di Città di Castello, visti da una stradina vicinale, in un giorno di mercato, con i paesani che vi si avviano con gli animali da cortile da mettere in vendita. Come al solito, sono tre scenette del nostro vivere quotidiano, forse alcune un po' datate........
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