
27 agosto 2006
l'aratro nuovo

25 agosto 2006
il bozzetto per il murale

Come vi avevo accennato nel post precedente, dovrei realizzare un murale, in un cascinale ristrutturato, in località Paradiso, in quel di Citerna: dovrei raffigurarvi un miracolo che San Francesco fece in quella zona. Vi riporto il documento in mio possesso:- " Giunse a Citerna, ove volendo predicare in un certo luogo ad un gran numero di gente adunata per sentirlo, né essendovi luogo da stare in alto, s'accostò ad un quercia, la quale da sommo ad imo era tutta carica di formiche, a cui egli comandò che subito si dovessero partire; le quali tosto se ne andarono. Onde acciocchè liberamente potessero girsene, comandò al popolo che desse luogo alle sorelle formiche, e fu meravigliosa cosa vedere che tutta quella quantità di formiche, che era quasi infinita, pigliava la strada verso dove aveva accennato il Santo al popolo che facesse luogo, e se ne andarono in maniera che non vi ritornarono mai più. La qualcosa fu cagione che ei facesse in quella predica un frutto grandissimo. "-
7 agosto 2006
SAN FRANCESCO
5 agosto 2006
la mia galleria
Ho finito di dipingerlo questa mattina e, come ormai da qualche tempo, la prima cosa che ho fatto è stata quello di condividerlo subito con voi. Si tratta, come potete vedere, della ricostruzione ideale di una situazione di costume tradizionale della vita quotidiana, immersa nella realtà cittadina con sullo sfondo i monumenti che da sempre le fanno da scenario. Gradirei qualche vostro commento. Grazie!
P.S.- Se non volete passare per i commenti, potete sempre contattarmi al mio indirizzo e-mail: baldino38@yahoo.it
4 agosto 2006
calendario 2006
Queste sono alcune delle mie illustrazioni per il Calendario 2006: "GLI ANNI '60 NELL'ALTA VALLE DEL TEVERE", realizzato a cura degli studenti della Scuola Media Statale "Dante Alighieri", dell'I.T.I.S "Leopoldo e Alice Franchetti" di Città di Castello, dell'I.S.A. " G. Giovagnoli" e Liceo d'Arte "Michelangelo" di Sansepolcro e Anghiari. E' il quarto calendario al quale collaboro con le sunnominate scuole
e mi ha sempre dato tanta soddisfazione illustrare, di volta in volta, le vicende e le varie situazioni concernenti le ricerche e le elaborazioni dei ragazzi sulla vita, gli usi e le tradizioni della nostra vallata. Ma, proprio stamattina, ho saputo che il nostro ultimo lavoro è stato il terzo classificato ad un concorso nazionale emanato dalla Fondazione San Paolo di Torino e questo, naturalmente, mi ha riempito
di gioia e, perchè no, di un pizzico di sano orgoglio. 


4 luglio 2006
la mia galleria
29 giugno 2006
.......e gridarono VIVA MARIA !

Questa mia seconda pubblicazione a fumetti risale al 2003, sempre per le Edizioni Petruzzi. Al contrario del precedente, che trattava della storia completa di Città di Castello, questo è nato per raccontare uno, o forse il più tragico episodio della vita della mia città, accaduto a cavallo della fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX, in occasione dell'ingresso delle truppe della Repubblica Cisalpina, della prima Repubblica Romana, dell'occupazione dell'esercito della Rivoluzione Francese e delle rivolte contadine che l'accompagnarono, con tutte le tragedie e le carneficine che ne seguirono. E' un episodio della storia cittadina che pochissimi conoscono, in quanto è stato certamente l'orrore ed il raccapriccio per quei giorni cruenti a rimuovere dalla memoria collettiva castellana il ricordo di quegli avvenimenti. A questo episodio è legata anche la dipartita da Città di Castello del capolavoro di Raffaello, lo Sposalizio della Vergine, eseguito dal giovane urbinate per la cappella della famiglia Albizzini nella chiesa di San Francesco. Al cotrario del primo libro, dove i fumetti sono stati realizzati in bianco e nero, questo è tutto a colori. Vi sono allegati vari documenti dell'epoca e una serie di disegni con la ricostruzione storica delle divise e delle fogge del periodo. Anche questa edizione è in vendita in tutte le librerie della zona al costo do € 20,00.
26 giugno 2006
la mia galleria
24 giugno 2006
La Storia di Città di Castello......a fumetti!
Quando , dodici anni fa, questo mio lavoro ha visto la luce, grazie alla eccezionale bravura dell'editore Corrado Petruzzi, ha riscosso un successo veramente insperato, tanto da doversi provvedere ad una ristampa dopo pochi mesi.La buona riuscita, in particolare, la si deve alla formula adottata, cioè quella del fumetto che, abbracciando una vasta fascia di pubblico giovane, oltre all'interesse che le storie locali sempre provocano, ne ha decretato il pieno successo. A tutt'oggi il libro continua ad avere una sua vita nelle librerie locali, grazie anche all' impegno di molti insegnanti di voler divulgare la storia locale e trovando in questa pubblicazione un particolare sussidio. Fra l'altro ne risulta un'ottimo compendio della storia completa della città che praticamente non c'è. Ne so qualcosa avendo dovuto attingere ad una infinità di fonti per poter realizzare l'opera.
E' disponibile presso tutte le librerie della zona al prezzo di € 15,00- Può essere acquistato anche on line, con l'aggiunta di €.5,00 per le spese di spedizione, facendone richiesta a:
baldino38@yahoo.it
22 giugno 2006
A proposito di Duca Luca

( nelle foto, in alto, Zelindo ed in basso Duca Luca) 20 giugno 2006
la mia galleria
17 giugno 2006
la mia galleria
E', al momento, l'ultimo mio quadro. Con il contrasto della dolce serenità dello sfondo e della innocenza maliziosa del piccolo clarinettesta, ho voluto mettere in risalto la morbosa simbiosi della violoncellista col suo strumento, rapita, quasi, in un estasi sensuale e, vorrei dire, erotica.10 giugno 2006
la mia galleria
Di Santino, a Città di Castello, tutti sanno tutto, o quasi. Per quei pochi che non l'hanno conosciuto o, cosa ancora più rara, non ne hanno mai sentito parlare, cercherò di spiegare questo mio quadro.
Santino Bernardini, meglio conosciuto come Santino del Tiferno, per le sue mansioni di cameriere tuttofare dell'omonimo Hotel, era un personaggio a dir poco, straordinario. Infiniti sono gli aneddoti che si raccontono su di lui, quasi tutti veri. Ma io qui l'ho voluto cogliere in un suo momento strettamente personale e sentimentale. E' raffigurato con la sua divisa di Maresciallo Garibaldino, grado conferitogli dall'avvocato Carlo Zaganelli per meriti guadagnati durante la Resistenza, alla quale il nostro aveva aderito, nel giorno a lui più sacro: l' XI settembre, anniversario della liberazione di Città di Castello dalla dominazione dello Stato della Chiesa da parte del Generale Fanti. In quell'occasione Santino accendeva sempre un cero al monumento che ricorda l'avvenimento, che si trova proprio davanti al "suo" Hotel Tiferno e, quando le finanze lo permettevano, veniva posta anche una corona. Qualche anno la cerimonia veniva ripetuta anche l' XI febbraio, anniversario, questo, dei Patti Lateranensi ma, naturalmente, con uno spirito un po' diverso, di garbata contestazione.
4 giugno 2006
Collezione Gritti





- la disgrazia- acrilico su tavola - 28x39.5 - 2004
- al tevere - acrilico su tavola - 50x34 - 2004
- la raccolta dei rametti d'ulivo - acrilico su tavola - 53x58 - 2004
- il I° Maggio - acrilico su tavola - 70x42- 2005
- veglia di paese - acrilico su tavola - 50x34 - 2004
Queste cinque mie opere fanno parte della collezione della Signora Ursula Gritti Shindler, acquistate in blocco alla mia mostra personale tenuta presso la Sala Espositiva del Palazzo del Podestà di Città di Castello, dal 19 Marzo al 3 Aprille 2005. Sono visibili presso la sede dell'azienda I GIASOLI DI SANT'ANDREA di Molino Vitelli (Umbertide) di proprietà della famiglia Gritti, della quale la Signora Ursula è Presidente.
2 giugno 2006
2 GIUGNO - FESTA DELLA REPUBBLICA

W LA REPUBBLICA !
W LA COSTITUZIONE !
E, come ha detto il Presidente Napolitano, senza retorica, ma con la ferma intenzione di difenderle dai pericoli che falsi profeti di modernità e innovazione, che ultimamente stanno cercando di minarne i principi fondamentali, quale la dignità e l'uguaglianza di tutti i cittadini. Quindi tutti compatti rechiamoci a votare al prossimo referendum confermativo della bruttissima riforma voluta dal pirata con la bandana ed i suoi soci fascio-leghisti scrivendo sulla scheda un bel
NO !
1 giugno 2006
ANTIBES
COLLEZIONE ISABELLE SANS-PARERA -OPIO- AM- FRANCIA
E' lo scorcio caratteristico della ridente cittadina della Costa Azzurra, al quale neanch'io ho saputo resistere,esulando, per una volta, dai miei temi classici delle tradizioni popolari che sono le caratteristiche delle mie opere più recenti.
31 maggio 2006
'Na chèsa a la Matonèta
Doppo tant'anni ch'ho passèto a Nizza
a travajiè da bujio a bujio pe' ji altri,
m'arivò quel'affère che, da drento te scatizza,
e che forse, penso, l'ète proèto anco voàltri,
che, quàn che te pijia, strugge el core
e che se chièma nostalgia de chèsa.
En' piò de quarant'anni che fàcio el muratore
e a fatighè, daèr, ma me 'mm me pesa.
Ho miso via anco calche soldarèlo
e, pe' la mi' vecchièa, cu' la mi' Betta,
aèo pensèto d'artornè a Castèlo,
d'arcumprè, magara, anco 'nna casètta.
Cussè, doppo bocù de camìn de fèro,
so' argiònto da pe' 'sti paràgi
e, v'asigùro ch'è propriamènte vero,
stràco, perchè 'nn so' avezzo a 'sti viàgi.
So' argiònto, donca, 'nn du' che stèo da mìngno,
giò a la Matonèta, 'nn via Pietra de l'Amore;
e, che 'tte piàsse 'mm brottomèl beningno!,
per poco 'mme se spàca el còre!
'N du' che me giro 'nn'arconosco gnènte:
le chèse, ch'eron tutte catapècchie,
adèso èn' tutte nove, cun tutt'altra gènte.
Cumme vurribbi ch'ardivetassor vecchie
cumme 'nna 'olta e cun tutti quèi che ci stèono!
Vurribbi vedè arcurre la pel vicinèto
tutti chèi frèngni sporchi che strillèono
e facèon marenda cu' 'mm pò de pèn bangnèto.
Vurribbi tanto arvedè Rosino col su' zi' Tristo,
Mezalìra, Mazanghìno, Rabugièla e Balachìno
che, col su':- guèi ai vinti !-la pijiarà cun Cristo.
Oppure arincontrè ma Caciopìno
cu la su' "segamobil" che viagia
cumme le buciglètte del Chiurchìno,
o le donne ch'alargon la bambagia.......
Ma che stò dicendo? Sogno forse ?
A la Matonèta tésti amò 'nn c'èn piò:
'nn c'èn piò le tabachìne cu le borse
cu'mm poca d'ansalèta e poco piò,
'nn c'èn piò i barocièi cui su' cavàli,
i cunìji e le galine drento al fondo!
Quei che ci stàn mò saranno anco normali,
ma per me è tutto 'nn'antro mondo.
Anco s'argiòngo da 'nn'antra nazzione
ch'è sempre stèta multicolorèta,
devo ammette, cun costernazzione,
che 'nn'è mèi cumme la Matonèta.
Da drento a 'ste chèse tutte aripulite,
vedi scappè genti d'ongni ràza:
arabi, neri, slavi e slave'mm po' svampite,
(c'è, bensè, daèro, càlche bèla ragàza!)
ma chèl che m'ha fato 'nn cert'effetto
è stèto sentì parlè castelèno ma 'nn negrètto.
(baldino)
Poesia in dialetto pubblicata nell'ultimo libretto della Festa della Mattonata 2005
la prima foto
Il mio primo ritratto, in braccio alla mia mamma (1938)La foto è stata scattata nei pressi della Fontana del Puttino, copia di quella fiorentina del Verrocchio, che si trova ai giardini pubblici di Viale Vittorio Veneto. Sullo sfondo è riconoscibile el recinto della Ferrovia dell'Appennino Centrale: sono visibili i Depositi e la Carbonaia. La foto è stata scattata da Beppe Beni.:
30 maggio 2006

PORTA SANTA MARIA
Porta Santa Maria è la "porta romana"di Città di Castello. Delle quattro principali che si aprivano lungo le mura urbiche è l'unica rimasta. Purtroppo, dopo i danni dell'ultima guerra mondiale, si presenta con l'arco rifatto ed allargato. In effetti era stata minata dalle truppe tedesche in ritirata, ma l'esplosione, come è possibile controllare nelle foto scattate dagli Alleati al loro ingresso in città, aveva provocato danni praticamente ristretti al crollo della casermetta dei doganieri, lasciando l'arco intatto con tanto di portone, tranquillo sui suoi cardini vetusti. Eventualmente qualcuno ha voluto approfittare dell'occasione per allargare il varco per facilitare il traffico veicolare. A dimostrazione che per i " guastatori "non c'è ne periodo o provenienza geografica che conti. Quanta Storia è comunque passata sotto quell'arco di mattoni.
Tutti i vescovi che si sono susseguiti in città sono passati da qui ed hanno rivestito gli abiti pontificali nella chiesa di Santa Maria Maggiore, Senza contare tutti i nobili forestieri, ospiti della città amica, o personaggi, diciamo, meno graditi: Braccio Fortebracci da Montone, il Cardinale Giuliano della Rovere (il futuro Papa Giulio II) o il Duca Valentino ( Cesare Borgia ) che vi hanno fatto il loro ingresso da conquistatori.
Ma bisogna ricordare anche gli amici, come illustri cardinali e nobili condottieri, ospiti dei Vitelli o, più tardi, anche dei Bufalini: i vari Duchi di Urbino o i membri della famiglia Medici. Fra questi, anche il Papa Clemente VII, quando arrivò da Roma, nel novembre 1532, fu ricevuto qui dai notabili e dal popolo tutto, in festa per quella straordinaria occasione. Ospite dei Vitelli, pernottò nella loro nuova magione a Porta Sant'Egidio e, dopo aver visitato la Cattedrale, oramai quasi completamente ristrutturata nello stile riascimentale, ripartì per Bologna per incontrarsi con l'Imperatore Carlo V.
Tante sono comunque le storie che questa grandiosa porta potrebbe raccontarci, considerando che è quella volta verso Roma, capitale dello Stato della Chiesa, di cui la nostra città era zona di confine. A fianco, a sua difesa, il Comune aveva eretto una rocca, detta, appunto, di Porta Santa Maria. Dopo la capitolazione della città all'assedio posto nel 1474 dal Cardinale della Rovere e la cacciata di Niccolò Vitelli, Papa Sisto IVne fece costruire una più grandiosa e con maggiori fortificazioni. Ma quando, nel 1482, con l'aiuto dei Fiorentini, Niccolò rietrò da vincitore in città, espugnata la rocca, per vendetta, la fece smantellare e ne utilizzò le pietre ed i mattoni per far edificare la chiesa di Santa Maria Maggiore, che era nella sua parrocchia.
Come le altre tre porte principali, anche Porta Santa Maria dava il nome al quartiere cittadino dove si apriva.







