Questi due quadretti hanno in comune la " castellanità ", in quando entrambi sono immersi nel contesto cittadino tifernate, anche se le situazioni sono completamente diverse. Nel primo caso, "L'ORA DELLA PASSEGGIATA" ,è un ritrattino familiare in un interno, con la visuale sulle torri e campanili del nostro centro storico. E' un olio su tavola di 26 cm x 33, come, d' altra parte, l'altro pezzo, che misura invece 33 cm x 35. In questo caso lo sfondo cittadino è la vecchia porta Santa Maria ( ritratta prima dello scempio del rifacimento post bellico! ) fuori della quale si svolge la scenetta raccontata. Fuori Porta Santa Maria era, fino a pochi anni fa, il luogo di appuntamento, nei giorni di mercato, degli abitanti della zona dell'Antirata e della Strada dei Montagnini in generale. Da qui ripartivano i barocci di Ripetta e Renzo del Casale, che fungevano da consegnatari degli acquisti dei vari vicini e da qui ripartiva l famosa corriera del Sasso, dopo la sosta presso l'osteria di "Ciaccino". L'ho intitolato:" IL PASSAGGIO", in quanto il prete sta scegliendo a quale delle due parrocchiane concederà di salire sul calesse, per tornare a casa. Tutti e due i quadri fanno, in un certo senso, parte della mia memoria. Spero di non dispiacere a nessuno per queste mie incursioni nell'autobiografico....
2 novembre 2011
15 ottobre 2011
LE PREDE DEL CACCIATORE
Questa volta ho voluto immortalare un vecchio cacciatore, che mostra, fiero, la sua preda: un leprotto e due starne. Ho, naturalmente, ambientato la scena all'interno di un cascinale di campagna, con la finestra che si apre verso le nostre colline, con un casolare , circondato da varie piante e un oliveto. Il leprotto, per la taglia, non e una gran preda, ma le starne certamente sì. Ultimamente non se ne vedono più in giro per le nostre campagne, anche se, da quello che ci è stato riferito dai giornali locali, la Provincia di Perugia sembra abbia allevato e "lanciato" numerosi esemplari di questa specie, nel nostro territorio. Il quadro è un olio su tavola di medie dimensioni
9 ottobre 2011
UN RICORDO DI NICOLA GAMBEDOTTI







NICOLA GAMBEDOTTI
pittore urbinate
1930 - 2011
NICOLA GAMBEDOTTI, pittore urbinate, di nascita e di formazione, ha avuto il suo meritato successo a Napoli, dove si era trasferito per l'insegnamento , negli anni '60.
Ma alla fine del decennio precedente, per qualche tempo, aveva insegnato a Città di Castello, presso la Scuola di ARTI GRAFICHE (oggi ITIS )assieme al suo amico e collega RENZO SCOPA. In quegli anni ci si freguentò per diverso tempo, diventando amici. Ma l'ultima volta che ci siamo visti è stato verso la fine degli anni '90, quando lui ci fece una sorpresa e ci venne a trovare, a me ed in particolar modo a Massimo Baldelli. Purtroppo ,qualche tempo fa, ci è giunta, da Napoli, la notizia della sua scomparsa , dopo breve malattia, andando così a raggiungere l'amico Renzo, che lo aveva già preceduto. Mentre di Renzo Scopa, anche grazie all'attivismo del suo figlio Saulo, i castellani hanno avuto modo di conoscere le opere che ci ha lasciate, con questa mia piccola iniziativa ho voluto mostrare alcuni dipinti di Nicola, anche per dar modo agli amici che lo ricordano, di vedere i suoi quadri e la sua arte che lo ha portato al successo in terra partenopea. Non sfuggiranno, senz'altro, i molti riferimenti ad Urbino e
i richiami ( omaggi! ) al suo amato Piero della Francesca.IL RITRATTO DI NICOLA AUTUNNO
Il dipinto è una piccola tela ad olio di 18 cm di base e 24 d'altezza. Gradirei vostri commenti, qui sul blog, o per email al mio indirizzo : baldino38@yahoo.it
1 ottobre 2011
LE QUATTRO STAGIONI
LE QUATTRO STAGIONI :
Sono quattro tele di piccole dimensioni ( 24x18 )ad olio, che ho qui voluto presentare insieme, accostati alla meglio, ma è mia intezione incorniciarli decorosamente ed, eventualmente, assemblarli. Mi piacerebbe infatti che non vengano divisi, considerandoli un'opera unica: le mie QUATTRO STAGIONI! ( ...e Vivaldi in questo caso proprio non c'entra per niente!)-
20 settembre 2011
BUSINESS
BUSINESS è il titolo che ho dato a questa scenetta urbana. Il barbone sembra compatire i due uomini d'affari, presi dalle loro preoccupazioni e frenesia dl mondo globanizzato.................Non volevo raccontare altro. E' un quadro ad olio su tela di 50x50 cm. Spero sia di vostro gradimento. Aspetto vostri giudizi, qui , nei commenti, o per via mail al mio indirizzo baldino38@yahoo.it
15 settembre 2011
IL CAVALIER DANTE PARLANI
ERA MOLTO TEMPO CHE L'AVEVO IN MENTE E, ALLA FINE, MI SONO DECISO: FARE IL RITRATTO AL CAVALIER DANTE PARLANI, A SUA INSAPUTA. ECCO IL RISULTATO: L'HO VOLUTO IMMORTALARE COL SUO "FARAJIOLO", IN MEZZO ALLA SUA CAMPAGNA E ALLA TENERA ETA' DI CENTOCINQUE ANNI FINITI.L'HO RITRATTO VICINO AD UN ULIVO CENTENARIO.......NON SI SA MAI!
19 agosto 2011
CALENDARIO 2012
22 luglio 2011


Questa mattina sono stato contattato dal Comune:
Il nuovo sindaco, Luciano Bacchetta, mi ha convocato per domani, sabato 23 luglio, per un incontro sulla destinazione del monumento a Giuseppe Garibaldi, in merito al mio appello di due settimane fa. Vi comunicherò cosa sarà deciso in merito o su quelli che saranno i programmi del Comune. Speriamo bene.........sia per la soluzione, che io preferirei, per lo spostamento in Piazza di Sopra, o, in alternativa, nell'aiola spartitraffico di Piazza Garibaldi ( dov'era la fontana della Pace). L'importante che la spada dell'Eroe dei due mondi torni ad indicare Roma e non il cimitero e che venga rimosso dal pericolo dei licheni che le piante che lo circondano ora producono , col rischio di veder rovinata per sempre un'opera tanto cara ai "castelèni"......
13 luglio 2011
LA CASTA SUSANNA E I VECCHIONI
Questo sì che è un quadro che esula completamente dalla mia usuale produzione. Questa volta ho vuluto cimentarmi con un soggetto classico, interpretandolo a mio modo. Come è evidente, mi sono soffermato sull'anatomia e le forme della casta Susanna e sui giochi dell'acqua, in un paesaggio piuttosto scontato, con i vecchioni che emergono dalle frasche del sottobosco, in abiti attuali, o quasi.Si tratta di un olio su cartone telato (50x60).
6 luglio 2011
LA PIAZZA BIFRONTE !

INCREDIBILE, MA VERO!
Domenica 17 luglio, alle ore 11, alla presenza delle autorità religiose, istituzionali e militari, compreso il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, verrà ufficialmente dedicata una PORZIONE di piazza Matteotti (già Vitelli) e precisamente quella che immette alle Logge Bufalini e al Circolo Tifernate degli Illuminati, al Tenente Colonnello Valerio Gildoni. Una simile soluzione, dopo quella fortunatamente scartata di Piazza Fanti, è la più cervellotica e assurda che le menti contorte dei nostri amministratori potessero
inventarsi. Pur non essendo contrario alla dedicazione al giovane martire della Benemerita, proprio non riesco a concepire come si possa dividere con due intitolazioni la piazza principale della città...Aspetto vostri commenti...
Domenica 17 luglio, alle ore 11, alla presenza delle autorità religiose, istituzionali e militari, compreso il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, verrà ufficialmente dedicata una PORZIONE di piazza Matteotti (già Vitelli) e precisamente quella che immette alle Logge Bufalini e al Circolo Tifernate degli Illuminati, al Tenente Colonnello Valerio Gildoni. Una simile soluzione, dopo quella fortunatamente scartata di Piazza Fanti, è la più cervellotica e assurda che le menti contorte dei nostri amministratori potessero
inventarsi. Pur non essendo contrario alla dedicazione al giovane martire della Benemerita, proprio non riesco a concepire come si possa dividere con due intitolazioni la piazza principale della città...Aspetto vostri commenti...
4 luglio 2011
SALVARE IL MONUMENTO DI GARIBALDI


Il monumento in Piazza Matteotti......
...o in piazza Garibaldi
Qualche tempo fa mi ero dato da fare per far ripulire il monumento a Giuseppe Garibaldi dalla sporcizia che lo ricopriva, tanto da non distinguere più con quale tipo di pietra fosse stato scolpito a suo tempo. Grazie all'intervento del Presidente del Rotary Club Tifernate, Corrado Sgaravizzi, fu incaricato Giuliano Guerri e, finalmente, abbiamo avuto il grande piacere di rivedere il bel monumento nel suo splendore del marmo di Carrara col quale è stato creato. Ma , proprio in quell'occasione, siamo anche venuti a conoscenza del grave stato di degrado che incombe sull'opera. La permanenza del manufatto in mezzo alla vegetazione che lo circonda nel giardino circostante mette a grave rischio la struttura stessa dell'opera. I licheni hanno già arrecato gravi danni alla struttura stessa del marmo, visibilissimi in alcuni punti, nel viso in particolare.
Solo la rimozione dall'attuale ubicazione potrà salvare questo monumento, tanto caro al cuore dei Tifernati. Io avevo proposto il riposizionamento del Beppino Nazionale nel cuore della città: in Piazza Matteotti (ex Vitelli!). Allego un fotomontaggio per dare l'idea della fattibilità dell'operazione. In molti , a suo tempo, avevano aderito alla mia idea. Oltre che a riempire il grande vuoto che si è venuto a creare nella piazza dopo l'ultima pavimentazione, che da un senso di deserto grigio, riposizionerebbe il monumento nella sua originale posizione, con la spada indirizzata verso Roma, e non verso il mare, o il camposanto, come ora. Sarebbe anche l'occasione per una bella rinfrescata all'arredo urbano, accompagnando lo spostamento del monumento con la posa di qualche panchina di contorno, delle quali si sente veramente il bisogno, se si vuol far rivivere il salotto buono della città. Come seconda ipotesi, se proprio non si riuscisse ad avere il monumento in Piazza di sopra, ho ipotizzato l'eventuale spostamento della statua dall'attuale giardino all'aiola divisoria di Piazza Garibaldi, dove una volta era la Fontana della Pace, per intendersi. Si salverebbe il marmo e la spada sarebbe sempre rivolta a Roma. Lancio il sasso nello stagno dell'indifferenza generale, nella speranza che qualcuno , anche questa volta, venga in soccorso del nostro eroe dei due mondi. Sto pensando ad una siottoscrizione pubblica. Nell'eventualità............ state all'erta!
Solo la rimozione dall'attuale ubicazione potrà salvare questo monumento, tanto caro al cuore dei Tifernati. Io avevo proposto il riposizionamento del Beppino Nazionale nel cuore della città: in Piazza Matteotti (ex Vitelli!). Allego un fotomontaggio per dare l'idea della fattibilità dell'operazione. In molti , a suo tempo, avevano aderito alla mia idea. Oltre che a riempire il grande vuoto che si è venuto a creare nella piazza dopo l'ultima pavimentazione, che da un senso di deserto grigio, riposizionerebbe il monumento nella sua originale posizione, con la spada indirizzata verso Roma, e non verso il mare, o il camposanto, come ora. Sarebbe anche l'occasione per una bella rinfrescata all'arredo urbano, accompagnando lo spostamento del monumento con la posa di qualche panchina di contorno, delle quali si sente veramente il bisogno, se si vuol far rivivere il salotto buono della città. Come seconda ipotesi, se proprio non si riuscisse ad avere il monumento in Piazza di sopra, ho ipotizzato l'eventuale spostamento della statua dall'attuale giardino all'aiola divisoria di Piazza Garibaldi, dove una volta era la Fontana della Pace, per intendersi. Si salverebbe il marmo e la spada sarebbe sempre rivolta a Roma. Lancio il sasso nello stagno dell'indifferenza generale, nella speranza che qualcuno , anche questa volta, venga in soccorso del nostro eroe dei due mondi. Sto pensando ad una siottoscrizione pubblica. Nell'eventualità............ state all'erta!
L'ARROTINO
Mancava nella mia galleria uno dei mestieri in via di estinzione: l'arrotino. Ho voluto raccontarlo nel pieno del suo lavoro, in una scenetta semplice e scontata. Raggiunge così gli altri mestieri già illustrati. E' un piccolo olio su tela di 24x30.
27 giugno 2011
25 giugno 2011
28 aprile 2011
ELEZIONI!!!!!!!!!!!!!!!!
Sì, sono proprio io il candidato. Avendo aderito alla richiesta di Paola Pillitu di mettere la faccia a sostegno della sua lista, a questo punto chiedo a tutti coloro che mi conoscono e condividono le mie idee sulla gestione della nostra città, di darmi il voto, nella speranza di poter, in qualche modo, contribuire alla RINASCENZA della nostra amata città, salvandola dal degrado in cui è finita, grazie alla incuria e agli asservimenti al potere regionale di chi ci ha amministrato in questi ultimi anni. L'alternativa è il ritorno al governo della città della solita congrega, peggiorata dalla guida social craxiana che si prospetta, per i gravi errori del PD nostrano. Non voglio prendere in considerazione la destra, che si presenta da una parte con gli ex fascistini e, dall'altra, con un clone nostrano del Berlusca nazionale......A voi l'ardua sentenza!5 aprile 2011
27 marzo 2011
150° dell'UNITA' D'ITALIA




Queste sono le quattro illustrazioni che ho realizzate per la prossima Mostra sullìUnità d'Italia vista da Città di Castello e per il volume che la accompagnerà. Illustrano, in ordine inverso, una riunione di Carbonari presso la "Rivendita" del fabbro Milanesi, L'ingrsso, da Porta San Giacomo, di Rosa Duranti, proveniente da Sansepolcro, che issa il tricolore, alla testa di patrioti e dalle truppe piemontesi del generale Fanti, l'11 Settenbre 1860.
Di seguito l'episodio che vede Maria Picchi, che redarguisce un giovane che, durante lo sciopero del fumo e di tutti i prodotti del tabacco, soggetti alla tassazione pontificia, indetto dai patrioti cittadini, provocatoriamente gustava un sigaro in Via San Florido. Pagherà molto caro quell'atto di spontaneo patriottismo: fustigata a sangue dagli sbirri, ne morirà di li a poco. L'ultima illustrazione si riferisce ai moti del 1831, quando Petronio Reggiani lesse le notificazioni del Comitato Provvisorio alla popolazione, all'ingresso del Palazzo Comunale, accompagnato dal "pubblico trombetta" e scortato da" 4 gendarmi armati di schioppo, bajonetta in canna e sciabole"
26 marzo 2011
19 marzo 2011
LA MIETITURA
Il titolo vero di questo dipinto dovrebbe essere:- marenda de metitura a la merigge de la cerqua gròsa- .Ma questo quadro ha una storia. Leggendo l'ultimo romanzo di Franco Baldicchi:Il caso "Clorinda", Episodio criminoso di provincia annessa-, edito dalla Nuovaprhomos, mi sono imbattuto nel personaggio del pittore Mariucci, evidentemente ispirato e riferentesi a me medesimo, anche se il racconto è ambientato in una Città di Castello appena annessa al Regno d'Italia, quindi giusti 150 anni fa. Ma il quadro che il Baldicchi illustra nel romanzo, io non l'avevo mai dipinto. Di conseguenza ho pensato di rimediare e quello qui riprodotto è il risultato. E' un olio su tela di cm.60x50.
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