5 aprile 2011

Per Città di Castello con Pillitu

27 marzo 2011

150° dell'UNITA' D'ITALIA









Queste sono le quattro illustrazioni che ho realizzate per la prossima Mostra sullìUnità d'Italia vista da Città di Castello e per il volume che la accompagnerà. Illustrano, in ordine inverso, una riunione di Carbonari presso la "Rivendita" del fabbro Milanesi, L'ingrsso, da Porta San Giacomo, di Rosa Duranti, proveniente da Sansepolcro, che issa il tricolore, alla testa di patrioti e dalle truppe piemontesi del generale Fanti, l'11 Settenbre 1860.
Di seguito l'episodio che vede Maria Picchi, che redarguisce un giovane che, durante lo sciopero del fumo e di tutti i prodotti del tabacco, soggetti alla tassazione pontificia, indetto dai patrioti cittadini, provocatoriamente gustava un sigaro in Via San Florido. Pagherà molto caro quell'atto di spontaneo patriottismo: fustigata a sangue dagli sbirri, ne morirà di li a poco. L'ultima illustrazione si riferisce ai moti del 1831, quando Petronio Reggiani lesse le notificazioni del Comitato Provvisorio alla popolazione, all'ingresso del Palazzo Comunale, accompagnato dal "pubblico trombetta" e scortato da" 4 gendarmi armati di schioppo, bajonetta in canna e sciabole"

19 marzo 2011

LA MIETITURA


Il titolo vero di questo dipinto dovrebbe essere:- marenda de metitura a la merigge de la cerqua gròsa- .Ma questo quadro ha una storia. Leggendo l'ultimo romanzo di Franco Baldicchi:Il caso "Clorinda", Episodio criminoso di provincia annessa-, edito dalla Nuovaprhomos, mi sono imbattuto nel personaggio del pittore Mariucci, evidentemente ispirato e riferentesi a me medesimo, anche se il racconto è ambientato in una Città di Castello appena annessa al Regno d'Italia, quindi giusti 150 anni fa. Ma il quadro che il Baldicchi illustra nel romanzo, io non l'avevo mai dipinto. Di conseguenza ho pensato di rimediare e quello qui riprodotto è il risultato. E' un olio su tela di cm.60x50.

14 febbraio 2011

LA CAMICIA PER IL 150° DELL'UNITA' D'ITALIA


In occasione dei festeggiamenti del ventennale dell'associazione cardiopatici AMICI DEL CUORE, il Cav, Antonio Fiorucci ha sfoggiato una camicia con il bordo tricolore sul colletto - " in omaggio al 150°anniversario dell'Unità d'Italia"- ha dichiarato.
L'idea è molto piaciuta. Personalmente ne ho dato notizia su Facebook ed ho immediatamente ricevuto numerosi e molto favorevoli consensi . Ma l'amico Tonino non ci ha affatto meravigliati. Conosciamo tutti la sua passione per la moda e l'eleganza, che sono state, senza tema di smentita, le vere passioni della sua vita, trascorsa quale stilista di famose firme del Made in Italy. Speriamo che qualcuno raccolga questo sassolino,che ha lanciato con il suo solito stile elegante .


SE NON ORA, QUANDO?












Nessuno s'aspettava tanta partecipazione da parte delle donne castellane. Invece sono scese in piazza in tantissime, accompagnate anche da qualche marito, padre o fratello e dai figli. E' stata veramente una grande dimostrazione d'orgoglio e maturità.
Sono orgoglioso anch'io delle MIE donne. C'erano tutte , compresa Ada, la mia nipotina di soli due mesi.......

1 febbraio 2011

INTERNO ( IL CACAGNOZZO )

Per molti di voi questo quadro sembrerà sicuramente strano e che esula completamente dalla mia solita produzione. Invece no, secondo me non lo è. Intanto la locazione è più o meno quella di molti miei dipinti: un interno contadino, per la precisione " la casa", che nel linguaggio del contado tifernate è la cucina, in questo caso la zona dell'acquaio, in pietra serena, con tanto di brocca di rame . La ragazzina tiene in braccio, con l'intento di difenderlo, un gattino, che è il " cacagnozzo", cioè il più piccolo e più debole dei suoi fratelli e, con la maggior parte di loro, destinato alla soppressione. Ma la bimba non ci sta e decide che sarà suo. Beh, questa è la storiella che ho voluto raccontare. Come vedete, anche quest'opera segue il solito filone.......E' una tela ad olio di 40 cm. di base X 50 d'altezza.

9 gennaio 2011

COMIZIO SOTTO LA PIOGGIA

M'era capitato, negli ultimi anni, di assistere spesso al triste spettacolo di un oratore sul palco ad arringare folle ormai dissolte e di ritrovarsi davanti quattro gatti,a dimostrazione del sempre più crescente distacco fra la gente e la politica. Ma con questo mio piccolo quadretto (20x30) ho voluto raccontare un comizio sotto lo scroscio della pioggia e l'indifferenza della maggior parte delle persone presenti nella piazza. Ho cercato di rendere al massimo l'atmosfera della pioggia e del cielo plumbeo e, naturalmente, la patetica semisolitudine del palco. _ COMIZIO SOTTO LA PIOGGIA - olio su tela- 20x30 -

5 gennaio 2011

LA SFOGLIA





Anche se iniziato alla fine dell'anno passato, possiamo considerare questo quadretto su tavola, il primo dell'anno nuovo. Come quasi sempre, ho voluto raccontare un momento della vita di famiglia del mondo contadino di un passato che ci ha da poco abbandonato. Ho ricreato il momento della stesura della sfoglia della pasta per le tagliatelle o, molto più probabile, per i tagliolini o i quadrucci......Dietro c'è il capo di casa che si appresta ad accendere la pipa, mentre sua moglie sta mettendo sul fuoco la marmitta. Il marito della sposa ha terminato di fare colazione e la bimba attende che qualcuno la faccia fare anche a lei, L'ambiente è la classica cucina, col focolare e, sopra il camino, il lume a carburo, il panaro, lo scaldino ecc._ Olio su tavola (32x26,5)

16 dicembre 2010

BOVI

Dopo un certo periodo di pausa, rieccomi con un nuovo dipinto, che ho voluto chiamare, semplicemente, I BOVI, prendendo a spunto proprio i due bei mammiferi aggiogati al carro. Come quasi sempre nei miei quadri, anche questa volta ho dipinto una scenetta bucolica, che racconta la vita e gli usi delle nostre campagne, come si svolgeva fino agli anni '50 del secolo appena trascorso, di cui, per ragioni di età, ne sono stato un testimone. E' un olio su tela di 50 cm. x 35. sarà senz'altro l'ultimo pezzo datato 2010.

28 novembre 2010

NON E' SVIZZERO, MA....ROMANO !

Presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge è esposto queso UTENSILE MULTIUSO RICHIUDIBILE, ritrovato nell'area del Mediterraneo ed è risalente al III secolo D.C.
E' contemporaneamente un coltello, una forchetta, un cucchiaio, un punteruolo, uno stuzzicadenti e una spatola. E' in argento , tranna la lama, che è di ferro, e si suppone appartenesse ad un viaggiatore piuttosto ricco o, perlomeno ...benestante. Quindi gli svizzeri, col loro coltello multifunzionale VICTORINOX, anche se brevettato fin dal 1897, non hanno proprio inventato niente!
( Notizia ricavata da Famiglia Cristiana N° 48 del 28/11/2010 )

22 ottobre 2010

UN INVITO

L'USCITA DAL VEGLIONE



Questo, a parte i murali ed un dipinto del 1962, è il quadro più grande da me portato a termine. Misura infatti 70 cm alla base ed è alto un metro. Normalmente, per raccontare le mie storielle dipinte mi avvalgo di misure più piccole, al massimo della metà di quest'ultima opera. Ma tant'è, c'avevo questa tela a disposizione e, quindi, ho pensato: tela grande, finestra dei ricordi grande!- E che c'è di più grande e più vivo se non il ricordo della nostra gioventù trascorsa a danzare sui tavolati del Teatro degli Illuminati, particolarmente, nei favolosi e indmenticabili veglioni di carnevale? Ed ecco . quindi, come è nato il quadro. C'ho messo dentro una somma di aneddoti che, se ne avete tempo e voglia, vi potrò raccontare a voce, durante la mia prossima mostra personale, che avrà luogo, come evento collaterale della XXXI MOSTRA DEL TARTUFO BIANCO in allestmento. Siete tutti invitati al vernissage, che avrà luogo sabato 30 ottobre alle ore 18, presso la Sala Espositiva di Santa Maria Nuova, in Corso Vittorio Emanuele, 26 (g.c.)-

27 settembre 2010

L'ULTIMO TANGO A LA MOTINA


Questa volta la finestra della memoria mi si è aperta con l'accompagnamento languido e struggente di un tango argentino, suonato da un'orchioniestrina nella balera de La Motina di Anghiari, mentre i ballerini avvinghiati e rapiti dal ritmo trascinante volteggiavano nella sala. Un vero flash di ricordi che ho voluto trasportare sulla tavola che vi presento. L'ho dipinto di getto, mentre il mio cervello galoppava a rincorrere i ricordi e le sensazioni di quelle lontane serate tracorse con gli amici, zingarate passate a girovagare per i vari locali della valtiberina, senza una meta precisa.Mi sembra ancora di sentire le stonature delle orchestre, gli strani odori ed effluvi vari che si sovrapponevano, dalla vaniglia all'olio doliva (sic!). Ora i giovani hanno la disc music, il rock, il rap.... ma un bel tango a La Motina.....se lo sognano.
- E' un olio su tavola di cm.30x60 -
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24 settembre 2010

IL MONUMENTO DI GARIBALDI







Dopo tante battaglie, finalmente, la statua marmorea che i castellani vollero dedicare all'Eroe dei Due Mondi è stata ripulita. Il lavoro di restauro da parte di Giuliano Guerri è stato veramente eccezionale, visto lo stato in cui si trovava il manufatto. Purtroppo, per il momento, ci siamo fermati alla ripulitura. Col tempo, forse, riusciremo anche a ripristinare i quattro fasci littori, deturpati nel '43, da qualcuno che aveva scambiato i simboli della Repubblica Romana del 1849 per quelli del fascismo mussoliniano. Ma per il momento accontentiamoci. Purtroppo resta in sospeso anche un eventuale spostamento del monumento in una zona più idonea, dato che, a parere di esperti, la permanenza in mezzo alla vegetazione dei giardini, entro breve tempo, l'attacco dei licheni al marmo renderà il monumento irrimediabilmente deturpato. In alcuni punti è già visibile il grosso danno. Nel mio appello precedente per la ripulitura avevo anche suggerito un eventuale spostamento del "Beppino" nazionale in piazza Matteotti.
L'idea non è nuova. Il desolante deserto della sunnominata piazza, dopo la nuova pavimentazione, che ha eliminato i marciapiedi ed il salvagente centrale, evoca un qualcosa che la rivitalizzi insieme ad un intelligente arredo urbano. Anche il dottor Siviero Sensini, a suo tempo, aveva auspicato una eventuale fontana. Il monumento marmoneo di Garibaldi non stonerebbe affatto con l'architettura della piazza,anzi....
Mi è stato fatto rilevare che , una volta posizionato il monumento, più o meno sul luogo dov'era quello di Vittorio Emanuele, prima dello spostamento al Cassero, ci sarebbero dei problemi per il montaggio dei vari palchi per le varie manifestazioni che normalmente si tengono in quel luogo. Mi sembra logico che spostando tali strutture provvisorie dalla parte opposta della piazza, davanti al Palazzo Vecchio Bufalini, come, d'altro canto già avvenuto in passato, non cambierebbe nulla, anzi, ci sarebbe il vantaggio della leggera pendenza della pavimentazione in tale direzione. Per il mercato poi, porterebbe via forse un banco, nè più nè meno come i palchi che ci sono quasi sempre in permanenza. In giro questa mia proposta ha suscitato molto interesse e approvazione. Forse il problema è sempre quello della volgar moneta. Ma se ci si mette un po' di buona volontà, forse qualcuno che voglia sponsorizzare l'operazione si troverebbe certamente, come è già avvenuto, grazie al Rotary Club Tifernate, per la ripulitura.

21 settembre 2010

LEZIONE DI PIANO

Una scenetta d'interno, con l'insegnante che ritma le sonate dell'allievo, mentre questo strimpella sui tasti. Ho voluto ricreare un ambiente familiare, tardo borghese, con i suoi ninnoli ed il calore dei colori. E' un dipinto ad olio, su tavola,che misura 39 x 56 cm. Che ne dite? Pol gì?

15 settembre 2010

COM'ERA PORTA SAN GIACOMO


In occasione del 150° anniversario dell' 11 Settenbre Tifernate, il Comitato Organizzatore ha usato per le varie pubblicazioni, inviti, manifesti e locandine, un bel disegno del pittore tifernate Marco Tullio Bendini, che illustrava la Porta San Giacomo com'era prima del suo abbattimento. Questo mi ha dato l'idea di impostare una scenetta d'epoca in quel luogo e di ricostruire un pezzo di Città di Castello che non c'è più. Il risultato e questo dipinto che ho fotografato per il mio blog. E' un olio su tavola, 40x37 le misure. Anche questo quadro farà parte della Mostra "FINESTRE DELLA MEMORIA", che vedrà le mie opere esposte in occasione della prossima Mostra Mercato del Tartufo Bianco, che si terrà a Città di Castello i primi giorni di Novembre.

7 settembre 2010

LO STANNO RIPULENDO!!!!





A volte a muovere le acque serve a qualcosa. Dopo il mio ultimo intervento sulla ripulitura del monumento a Giuseppe Garibaldi, finalmente, sono partite le opere
di ripristino della statua marmorea da parte del noto restauratore Giuliano Guerri.
Potremo rivedere il nostro "Beppino" nazionale sabato prossimo, 11 Settembre, in occasione delle manifestazioni per il 150°anniversario dell'entrata delle truppe del generale Fanti in città. L'amministrazione comunale ha preso la palla al balzo per questo evento e ha deliberato la ripulitura. Si parla anche di un intervento privato, piuttosto consistente, da parte di un Club cittadino ( Rotary ??). L'importartante è
aver raggiunto almeno uno degli scopi che ci eravamo prefissi. Ora non ci resta da fare altro che un buon restauro , con il ripristino dei fasci littori, rovinati da mano ignota dopo il 25 Aprile del '43, ignorando il loro richiamo alla Repubblica Romana e,
grande sogno , che so essere piuttosto compilcato da realizzare, il trasloco dell'Eroe dei 2 Mondi in piazza Matteotti, dove ua volta era il monumento di Vittorio Emanuele II. Sono tantissimi i castellani che in questi giorni mi hanno fermato per strada e sollecitato una eventuale sottoscrizione cittadina in merito. Resto anch'io sempre dell'idea che sarebbe una logica soluzione per riempire il grande vuoto che si è venuto a creare sulla piazza. C'è anche chi ha detto che così, finalmente, anche i palchi montati per le varie manifestazioni, tornando dalla parte opposta, con la facciata di palazzo Bufalini alle spalle, prenderebbero la locazione naturale, con la leggera pendenza della piazza. Non disperiamo: chi vivrà, vedrà!

6 settembre 2010

UN PO' DI NEVE CI STA BENE!





Forse sarà stato il caldo afoso dell'estate trascorsa a ispirare questo quadretto "rinfrescante".
Dopo diverso tempo ho ripreso in mano i pennelli e i colori ed il risultato l'avete sotto gli occhi:
MATTINATA CON LA NEVE è il titolo provvisorio che ho dato al quadro. E' un dipinto ad olio su tela , di 70 cm. di altezza e 50 di base. Come al solito, aspetto un vostro giudizio ( anche x e-mail).

1 agosto 2010

UN MONUMENTO ABBANDONATO


Qui sotto riporto l'articolo che ho inviato alle varie redazioni dei quotidiani, radio e tv locali:

IL MONUMENTO A GARIBALDI E IL 150° DELL'UNITA' D'ITALIA

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Il prossimo XI Settembre Città di Castello sarà impegnata a festeggiare il 150° anniversario dell'entrata delle truppe piemontesi del generale Manfredo Fanti
in città e l'unificazione dei tifernati al Regno d'Italia.
Qualche anno dopo tale evento, i nostri concittadini, vollero innalzare un monumento marmoreo a Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi, grati per tutto quello che il "generale" aveva compiuto per l'unificazione della Nazione.
Alla spontanea mozione popolare e operaia che aveva determinato l'innalzamento di tale monumento, piazzato all'ingresso orientale della città, con la sciabola indicante la direzione di Roma, ancora "irredenta", i monarchici tifernati risposero con il monumento a Vittorio Emanuele II, posto al centro della Piazza di Sopra, oggi Matteotti e allora Piazza Vitelli.
In seguito i due monumenti furono spostati. Il Re Vittorio emigrò nel giardino del cassero e Garibaldi si ritrovò in mezzo alle aiole, con la sciabola rivolta verso la direzione del cimitero o, se preferite, verso il mare.
Tutta questa premessa per riportare, per l'ennesima volta, l'attenzione sul vergognoso stato di degrado in cui è stato abbandonato il monumento a Giuseppe Garibaldi. Tanta è la patina di sudiciume e antichi escrementi di piccioni ed uccelli vari, che è difficile stabilire con quale materiale l'opera fu, a suo tempo, realizzata. E' infatti impossibile supporre che, sotto tanta sporcizia , ci sia del candido marmo di Carrara.
Su questo argomento già si è più volte rivolto a chi di dovere anche Dino Marinelli, ma senza nessun riscontro, come, del resto, tutte le vignette apparse su l'altrapagina, che ho invano disegnate.
Intanto sono stati ripuliti e restaurati sia il monumento a Vittorio Emanuele II, sia quello di Elmo Palazzi, in piazza Raffaello Sanzio, con tanto di grande rappresentanza delle " LOGGE" cittadine. Ma a me risulta che anche il Beppino nazionale fosse massone. Forse, agli occhi dei " fratelli ", è meno importante.
Nella vicina Sansepolcro, per esempio, i monumenti a Piero della Francesca e Fra Luca Pacioli, sono stati ripuliti da un gruppo di pensionati volontari, con ottimi risultati. Non credo, quindi, che ripulire il nostro Eroe possa essere tanto problematico.
A chiusura di queste mie due righe vorrei proporre due suggerimenti:
- Nel caso si procedesse alla ripulitura della statua, perchè non restaurare i quattro fasci littori del basamento, chiaro richiamo alla Repubblica Romana e non, come ha creduto qualche imbecille, al ventennio fascista?
- Visto il grande vuoto, venutosi a creare in Piazza di Sopra, dopo l'eliminazione del salvagente, non sarebbe il caso di trasportarci il Beppino nazionale? Prima di tutto riprenderebbe la posizione originale, indicando di nuovo Roma. Inoltre rianimerebbe il grigiore della piazza principale della città (mi ricordo che il Dottor Siviero Sensini aveva pensato ad una fontana! ) e risolverebbe anche il problema di una eventuale, finanze permettendo, realizzazione di Piazza Alberto Burri a Porta Sant'Egidio.

Il mio è un appello accorato di un castelèno che vuol bene alla sua città, nonostante tutto.

Baldino
(Ubaldo Mariucci)

Se qualcuno è daccordo con quanto sopra, batta un colpo.......