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...e scopri com'erano i tuoi beniamini da ragazzi.
31 maggio 2007
19 maggio 2007
La Madonna delle Grazie esposta al pubblico
16 maggio 2007
LA TORRE DEL VESCO


Torre di Berta
la Torre Civica, detta del Vesco
I castelèni l'hanno sempre chiamata così, anche se il Vescovo non c'entra niente, se non perchè, da oltre due secoli, col Palazzo del Vescovado aveva uno stretto rapporto...siamese. Stiamo parlando della storica e vetusta Torre Civica, al centro, in questi giorni, di forti polemiche.Tutto ha preso inizio con la decisione, presa per salvaguardare la staticità dei due edifici, di dividerli e di ristrutturarli. Ma pare che proprio la contemporaneità dei due cantieri, assegnati, per forza di cose, a due distinti appalti, sia all'origine di alcuni guai. Guai che si sono via via aggravati, fino al riscontro, a lavori quasi ultimati, di una grave pendenza della torre. Dopo il ricorso a potenti iniezioni alle fondamenta da parte di una ditta del nord specializzata in questi interventi, non si sono riscontrati miglioramenti. Anzi, a parere dei soliti ben informati, sembra che la situazione sia peggiorata per il conseguente innalzamento della falda acquifera, sopra la quale la torre si erge.La situazione è piuttosto grave, a quel che sembra. Pare che, finalmente, il Comune sia ricorso ai ripari, anche se con un certo ritardo, costituendo una commissione di esperti di alto livello. Non vorrei che quadri come quello che ho qui riprodotto, da me dipinto qualche anno fa, rimanessero le poche testimonianze di uno dei simboli storici della nostra città. A Sansepolcro ancora piangono la loro Torre di Berta, fatta saltare in aria dai tedeschi in ritirata oltre sessant'anni fa. Ci auguriamo che per ignoranza, pressapochismo ed inettitudine, anche la Torre del Vesco non faccia la stessa fine, in tempo di pace.
15 maggio 2007
La mostra a Sansepolcro fa parte dei ricordi


L'amico Marco Baldicchi ieri mi ha consegnato le foto che aveva scattato in occasione della mia ultima mostra personale, a Sansepolcro ( Baldino al Borgo, appunto.). Vi sono ritratto insieme a Mario Argenti, il mio amico di gioventù e pittore di origine tifernate ,affermato in terra toscana. Fu proprio con lui e con Carlo Morini che, insieme, nel lontano 1954, decidemmo di esporre, per la prima volta, le nostre opere, in una galleria improvvisata in uno dei negozi del settecentesco Palazzo dei Marchesi Pasqui, in Corso Vittorio Emanuele, a Città di Castello. Colgo l'occasione per porgere da questo sito un grazie di cuore sia all'amico Mario ( il Birio, per i vecchi amici "castelèni") che a tutti quei "borghesi", che, nell'occasione della mia mostra, mi sono stati vicini. Un grazie particolare a Michele Foni e Luigi Falasconi e alla redazione del " GHIOZZO".
14 maggio 2007
Quadro restaurato

Mi sono reso conto di essere invecchiato, o, quantomeno, è molto tempo che dipingo. Questa riflessione mi ha quasi sconvolto, quando, giorni fa, Giuliano Guerri, noto e apprezzato restauratore di opere d'arte, mi ha trascinato nel suo laboratorio per mostrarmi un mio quadro degli anni sessanta del secolo scorso, che era in procinto di restaurare. Il quadro raffigurava il martirio di Venanzio Gabriotti e che avevo eseguito proprio in occasione della Mostra Nazionale, Premio Venanzio Gabriotti, sul tema della Resistenza, Mostra che avrebbe dovuto tenersi ogni due anni a Città di Castello. Ci fu invece una sola edizione, anche se di altissimo livello, alla quale avevano partecipato le migliori firme dell'arte contemporanea. Ma torniamo al mio quadro. Era in effetti ridotto maluccio, forse anche perchè la Società Rionale San Giacomo che l'aveva in custodia, avendo avuto vari traslochi, dopo lo sfratto dal Palazzo Vitelli in ristrutturazione, non aveva eccelso in conservazione. Tornato a casa ho dato un'occhiata ad un'altra mia opera, alla quale sono particolarmente affezionato e che risale più o meno a quegli anni ed ho dovuto constatare che anche quella incominciava ad essere illeggibile, dato che col tempo si era ossidata ed i colori si erano molto scuriti. La cosa mi preoccupava, anche perché il quadro, che raffigura tre prelati, allegoria dell'apparato ecclesiastico, aveva a suo tempo vinto il Premio della Provincia di Perugia alla Mostra Nazionale d'Arte Sacra, tenutasi nel capoluogo umbro nel 1963. Ho quindi deciso di passare personalmente al restauro ed il risultato è quello riprodotto in alto. Il dipinto l'ho ringiovanito di 45 anni, ma a me chi ci pensa?
11 maggio 2007
8 maggio 2007
La mia carriera ecclesiastica ...parallela



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