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16 febbraio 2012

SENZA COMMENTI...........

26 gennaio 2012

ARIECCO GARIBALDI !


Sono costretto a ritornare sul tema dello spostamento del monumento a Garibaldi dal giardino della Piazza omonima, onde salvaguardarlo dagli attacchi dei licheni che già lo stanno danneggiando, verso una nuova collocazione. Proprio in questi giorni si riparla della nuova sistemazione di Piazza Garibaldi, per dar esecuzione al progetto Burri. Anche se la realizzazione di tali opere non sarà , sicuramente, a breve termine,
verrà certamente scartata la mia proposta di posizionare il suddetto monumento nell'aiola spartitraffico, di fronte a Palazzo Vitelli, dove una volta era la Fontana della Pace. Infatti, in quel luogo, se ben ricordo, era previsto il "Sestante" di Burri. Ritornerebbe quindi in auge la mia prima idea in merito. Cioè spostare la statua marmorea di Giuseppe Garibaldi in Piazza Matteotti, nel luogo dove una volta troneggiava quella di Vittorio Emanuele, attualmente ai giardini del Cassero. Mentre
quest' ultima, essendo di bronzo, corre meno rischi, dopo il restauro, dagli attacchi dei licheni, trovandosi anch'essa in mezzo alla vegetazione, lo stesso non si può dire per il marmo dov'è scolpito l'Eroe dei due Mondi, già vistosamente attaccato in molti punti, faccia compresa. Spero che chi di dovere prenda presto qualche decisione in merito, prima che sia troppo tardi. Il Monumento in questione è un'ottima opere d'arte, amato e voluto dal popolo tifernate e certamente sarebbe valorizzato in mezzo alla piazza centrale della città, entrando benissimo in simbiosi con i palazzi circostanti
( senz'altro meglio della facciata della Cassa di Risparmio!) e migliorerebbe la piazza stessa, che, dopo l'eliminazione del salvagente, con l'ultima pavimentazione, è un immenso deserto grigio. Io riprovo a tirare un........ " cuturlo" nello stagno, sperando che i cerchi si allarghino......

08 gennaio 2012

IL PROFESSORE

Proprio riguardando il post precedente, dove appare in tutte le foto, mi è venuto in mente di ricreare un ritratto postumo del mio grande amico, l' indimenticabile " Professore", Benito Albi Bachini per l'anagrafe. Anche in questo caso mi sono avvalso della memoria e di qualche foto. Il risultato è sotto gli occhi: per quello che mi riguarda, ho raggiunto lo scopo prefissomi. E', naturalmente, un esercizio di grande nostalgia e la gran voglia di ricordarlo, visto che sembra che ci si sia un dimenticati di questo personaggio , che di solito viene mentovato solo per le sue famose battute pungenti e la sua vita, frettolosamente giudicata dai più, un po' troppo sopra le righe. Invece l'ho ritratto mentre dipinge. Glielo dovevo. A proposito, qualche tempo fa furono raccolte le firme perchè gli fosse dedicata una via. La risposta dei cittadini è stata eccezionale, ma a tutt'ogginon si è visto niente.........

03 gennaio 2012

UN TUFFO NEL PASSATO.......
































Questa mattina sono stato svegliato da Orlando Nardi, meglio conosciuto come Candeggio, il tornitore, grande collezionista di cose castellane e di fotografie d'epoca in particolare. Mi ha prestato alcune foto di alcuni veglioni degli anni passati, ai tempi del glorioso Comunale. Sono quasi tutte riferenti a varie edizioni del Veglione della Mattonata. Mi hanno riportato indietro di qualche anno! Sono riconoscibili tanti amici che, purtroppo, ci hanno lasciati. E' un elenco piuttosto corposo: Benito Albi Bachini ( il Professore), il Duca Luca, Alberto Barbanera, il Ciurchino, Giorgio "Pedana", il Chielino (Mario Chieli), Domenico Bertoldi ( Mencomatto!), Trueba (Ezio Capanni),il Cicamela ( Carlo Ceccarelli),Cemento (Giorgio Santinelli ), Enrico Ferri, Natale Bricca e tanti, troppi, altri............

02 gennaio 2012

LA GITA AL MARE





A parte i formato, che ho già usato altre volte, ma sempre per scenette dei vicoli, ho affrontato per la terza volta, il soggetto del mare. Ma, mentre nelle volte precedenti ho raccontato storie non nostre, come, ad esempio, nel dipinto L'ATTESA , dove ho illustrato la tragedia del mare con la famiglia del pescatore in ansia sulla spiaggia, di fronte ad un mare in tempesta, o nell'altro soggetto marino, con il panorama di ANTIBES, in Costa Azzurra, nellla pala odierna, invece, la scena che ho illustrato è quella delle famose gite domenicali al mare, che venivano organizzate qualche decennio fa. Quindi vi ho raffigurato un vecchio pulmann ( la Corriera ) della CAT, mentre più facilmente, il servizio veniva svolto dalla ditta MONTESI. Come tante altre volte, mi sono abbandonato ai ricordi di quel tempo che, pur essendo passato da diversi anni, mi è restato nella memoria insieme ai tanti ricordi della ormai lontana gioventù. E' un dipinto ad olio ( 83x18 ), il primo quadro finito nel 2012-

23 dicembre 2011

IL MIO AMICO PEROGATT

















Nei giorni scorsi è venuto a mancare, all'età di 82 anni, Carlo Peroni, in arte Perogatt. E' stato uno dei più prolifici autore di fumetti e di cartoons. Ha collaborato con tantissime testate, come il vecchio Vittorioso, Capitan Walter, o il Giornalino, fino a poco tempo fa. Ha creato un numero infinito di personaggi, fra i quali, per notorietà, primeggia il pulcino Calimero, indimenticato personaggio dei Caroselli della nostra gioventù. Ci eravamo conosciuti nel lontano 1952, a Montepetrano, ad un campo scuola della G.I.A.C..Lui curava il giornalino del campo e mi scelse fra i suoi collaboratori. Fu l'inizio della mia passione per il disegno umoristico e per il fumetto. Già disegnavo per mio svago, ma da lui imparai ad usare la china , pennelli e penne. Siamo rimasti amici per molto tempo, ci siamo poi persi per un lungo periodo: Lui al nord, verso Como e , per lavoro, a Milano, io qui a Castello preso dal tram tram quotidiano del lavoro e riducendomi a disegnare e dipingere nel poco tempo libero. Raggiunta la pensione , mi sono finalmente dedicato con impegno a quello che era stato sempre poco più di un hobby, pur avendo nel frattempo fatta qualche mostra e diverse collaborazioni a giornali e riviste e all'illustrazione di qualche libro. Poi, un giorno, navigando in internet, mi imbatto sul blog di Perogatt , anzi, in due blog. Mi metto in contatto e così, dopo tanti anni ci siamo ritrovati, scambiandoci email e rivedendoci tramite webcam, su Skype. Questo fino a qualche tempo fa, quando lui ha iniziato a farsi sempre meno vivo, con intervalli ospedalieri, fino al messaggio della famiglia che, su Facebook, avvisava gli amici della sua partenza verso quelle nuvolette che tante volte aveva disegnato. Ciao, Maestro!

21 dicembre 2011

L'ORA DI CENA

L'ORA DI CENA è il titolo che ho dato a questo quadro, che ho appena finito. La scena è quella di un interno rustico, di sera, con la famigliola che si sta radunando per il pasto serale. Qui ho voluto giocare un po' con le luci e le ombre, soffermandomi anche sui piccoli particolari, come gli oggetti sulla tavola, compreso il raviggiolo disteso sulla sua coltre di felci. Penso di essere riuscito a ricreare l'atmosfera che mi ero ripromesso. E' un dipinto ad olio, su tavola di abete stagionata di 41,5 cm di base e alto 38 cm. Anche questo va ad aggiungersi agli altri quadri che sto preparando per la mia prossima mostra personale che avrà luogo qui a Città di Castello, presso la Sala Espositiva del Palazzo del Podestà, in corso Cavour, dal 3 al 15 Febbraio prossimo, col il patrocinio del Comune. Per gli inviti è ancora presto, ve li invierò al momento opportuno......

01 dicembre 2011

Via della Madonna

Anche questo quadro fa parte della serie" castellana" . Infatti vi ho ricreato la vita giornaliera di Via Della Madonna, nel quartiere Mattonata. Questa è una via dove la tradizione del rione è al centro di tutte le varie manifestazioni. Infatti anche la ormai centenaria e tradizionale Festa della Mattonata, originariamente, è iniziata da qui, da quell'edicola della Madonna, proprio per rendere omaggio all' effige della Vergine . I più vecchi ricordano senz'altro , nel secolo scorso, Pronto e Canelìno che andavano in giro per la questua "Pe la Madunnina de la Matonèta....".
Tutte le varie genti che hanno trascorso qualche tempo in questo rione, che è sempre stato una specie di purgatorio della città, dove si veniva ad abitarvi appena approdati per poi proseguire per altri lidi più allettanti....., hanno sempre avuto una particolare venerazione per questa Sacra Immagine. Tant'è che ancora, in certe particolari occasioni, come il mese di maggio o per la festa di ottobre, sono molti che tornano all'edicola per le loro devozioni. L'attuale effige è un ottimo affresco del pittore tifernate Marco Tullio Bendini, rimasto, purtroppo, sacrificato per circa mezzo secolo sotto uno strato di mattomnelline che facevano da sfondo ad un simulacro della Vergine Maria in ceramica. Grazie all'intervento della Società Rionale, sotto la presidenza di Mario Franchi, l'opera ha rivisto la luce e un adeguato restauro. Ma la tradizione ci racconta che in quel punto c'è sempre stata una immagine della Madonna, fin dai tempi più antichi e che intorno ad Essa che si sono sempre svolti i giochi tradizionali della Festa Rionale della Mattonata ( Palio dell'oca, albero della cuccagna, le pentolacce ecc..) fino a qualche anno fa, quando visto l'aumento del pubblico, molte attività si sono spostate in Corso Vittorio Emanuele.
Tornando al quadro, come si può vedere, sono tornato indietro di qualche anno, anche perchè avrei dovuto inserire fra i personaggi dipinti, qualche araba velata o qualche badante slava o dominicana. E' un olio su tavola di 48 cm di base x 43 cm d'altezza.

02 novembre 2011

DUE QUADRI " CASTELèNI"




Questi due quadretti hanno in comune la " castellanità ", in quando entrambi sono immersi nel contesto cittadino tifernate, anche se le situazioni sono completamente diverse. Nel primo caso, "L'ORA DELLA PASSEGGIATA" ,è un ritrattino familiare in un interno, con la visuale sulle torri e campanili del nostro centro storico. E' un olio su tavola di 26 cm x 33, come, d' altra parte, l'altro pezzo, che misura invece 33 cm x 35. In questo caso lo sfondo cittadino è la vecchia porta Santa Maria ( ritratta prima dello scempio del rifacimento post bellico! ) fuori della quale si svolge la scenetta raccontata. Fuori Porta Santa Maria era, fino a pochi anni fa, il luogo di appuntamento, nei giorni di mercato, degli abitanti della zona dell'Antirata e della Strada dei Montagnini in generale. Da qui ripartivano i barocci di Ripetta e Renzo del Casale, che fungevano da consegnatari degli acquisti dei vari vicini e da qui ripartiva l famosa corriera del Sasso, dopo la sosta presso l'osteria di "Ciaccino". L'ho intitolato:" IL PASSAGGIO", in quanto il prete sta scegliendo a quale delle due parrocchiane concederà di salire sul calesse, per tornare a casa. Tutti e due i quadri fanno, in un certo senso, parte della mia memoria. Spero di non dispiacere a nessuno per queste mie incursioni nell'autobiografico....

15 ottobre 2011

LE PREDE DEL CACCIATORE


Questa volta ho voluto immortalare un vecchio cacciatore, che mostra, fiero, la sua preda: un leprotto e due starne. Ho, naturalmente, ambientato la scena all'interno di un cascinale di campagna, con la finestra che si apre verso le nostre colline, con un casolare , circondato da varie piante e un oliveto. Il leprotto, per la taglia, non e una gran preda, ma le starne certamente sì. Ultimamente non se ne vedono più in giro per le nostre campagne, anche se, da quello che ci è stato riferito dai giornali locali, la Provincia di Perugia sembra abbia allevato e "lanciato" numerosi esemplari di questa specie, nel nostro territorio. Il quadro è un olio su tavola di medie dimensioni
( 30x43 )

09 ottobre 2011

UN RICORDO DI NICOLA GAMBEDOTTI

















NICOLA GAMBEDOTTI
pittore urbinate
1930 - 2011

NICOLA GAMBEDOTTI, pittore urbinate, di nascita e di formazione, ha avuto il suo meritato successo a Napoli, dove si era trasferito per l'insegnamento , negli anni '60.
Ma alla fine del decennio precedente, per qualche tempo, aveva insegnato a Città di Castello, presso la Scuola di ARTI GRAFICHE (oggi ITIS )assieme al suo amico e collega RENZO SCOPA. In quegli anni ci si freguentò per diverso tempo, diventando amici. Ma l'ultima volta che ci siamo visti è stato verso la fine degli anni '90, quando lui ci fece una sorpresa e ci venne a trovare, a me ed in particolar modo a Massimo Baldelli. Purtroppo ,qualche tempo fa, ci è giunta, da Napoli, la notizia della sua scomparsa , dopo breve malattia, andando così a raggiungere l'amico Renzo, che lo aveva già preceduto. Mentre di Renzo Scopa, anche grazie all'attivismo del suo figlio Saulo, i castellani hanno avuto modo di conoscere le opere che ci ha lasciate, con questa mia piccola iniziativa ho voluto mostrare alcuni dipinti di Nicola, anche per dar modo agli amici che lo ricordano, di vedere i suoi quadri e la sua arte che lo ha portato al successo in terra partenopea. Non sfuggiranno, senz'altro, i molti riferimenti ad Urbino e
i richiami ( omaggi! ) al suo amato Piero della Francesca.

IL RITRATTO DI NICOLA AUTUNNO

Era da molto tempo che avevo in mente di fare un ritratto al nostro Autunno, da Napoli, diceva lui, ma era di Ceppaloni. Ma, rimanda, rimanda, il nostro Nicola, un bel dì, ci ha lasciati e io sono stato costretto, se volevo realizzare il suo " arsomiglio", a rivolgermi alla memoria e a qualche rara foto che sono riuscito a racimolare. Il risultato mi sembra apprezzabile. Casomai sarete voi a fare le dovute critiche. L'ho voluto ricordare anche perchè, pur essendo il tipo un emerito rompicoglioni, ma lo era in modo simpatico e molto partenopeo. Come dimenticare la sua vocazione da cantautore, le sue esibizioni durante i pomeriggi danzanti al Teatro Comunale, le sue megalomanie di grandezza scaturitegli negli ultimi tempi, tanto da mettere in ombra persino Berlusconi........Per me è stata una figura caratteristica della Castello di una volta, quella rimasta un po' legata al dopoguerrae, senza dubbio, alla nostra gioventù.
Il dipinto è una piccola tela ad olio di 18 cm di base e 24 d'altezza. Gradirei vostri commenti, qui sul blog, o per email al mio indirizzo : baldino38@yahoo.it