2 maggio 2010
I "CURIALI"
22 aprile 2010
LA CONFESSIONE
LA CONFESSIONE - Olio su tela - 40x60 - 2010 -
Ho appena terminato questo quadretto : è l'interno di una sacrestia , dove un prete confessa un ragazzino. Niente di particolare, quindi. Ma il quadro è nato per raffigurare un interno, illuminato da una finestra aperta e, naturalnente , giocando sulle ombre e i riflessi.
La scenetta della confessione l'ho inserita come una proiezione di ricordi lontani, quando si freguentavano gli oratori. Un po' di nostalgia della passata gioventù?
3 aprile 2010
TRE QUADRI "NOSTRANI"
zeppo.- Il terzo, in fineNonostante le elezioni, gli anniversari ( insieme a Gabriella ho festeggiato il 50°di matrimonio!) e le festività pasquali, sono riuscito a portare a termine altri tre dipinti, in vista di una prossima mostra personale, che, per il momento, però, non ho ancora programmato, indeciso se esporre a Città di Castello o a Sansepolcro. Forse andrà a finire che esporrò in tutte e due le cittadine dell'alto Tevere. Sui tre quadri non credo ci sia molto da dire. Nel primo ho descritto una giornata di mercato, individuando una visuale diversa da opere già da me dipinte. Nel secondo caso ho illustrato un vecchio adagio castellano: " I versi 'nn'ènn bèli!"- disse 'l rospo vedendo aguzzè lu, è uno scorcio dei campanili di Città di Castello, visti da una stradina vicinale, in un giorno di mercato, con i paesani che vi si avviano con gli animali da cortile da mettere in vendita. Come al solito, sono tre scenette del nostro vivere quotidiano, forse alcune un po' datate........
4 marzo 2010
Addio, Brunino!
Oggi, ad Anghiari, si sono svolti i funerali del Prof. Bruno Mangoni. Così, improvvisamente, se n'è andato un gran bel pezzo della Vatiberina più vera, più sincera e più genuinamente amalgamata alla realtà della vallata. Molti lo hanno conosciuto come dinamico imprenditore,pieno d'idee e di creatività. Basta pensare al suo famoso calzino di cotone con le dita, come un guanto...... O, come fratello di quella Massoneria seria, senza devianze, che infatti lo ha voluto salutare con tutti gli onori. Ma io lo conoscevo da quando capitava al Teatro Comunale, ai tempi di quando ci si ballava, e poi si esibiva, per noi amici, in appasionate suonate al pianoforte, con Ernestino, Benito e gli altri. C'eravamo poi ritrovati al Borgo, allo Scorpione, col Pippo Lombezzi e la Sansepolcro festaiola....Bei tempi! La foto pubblicata qui sopra è stata scattata nel febbraio 1972, al Veglione della Mattonata. Sono ritratti, oltre a me, il primo a sinistra, Franco Guerrini ( il Pecorino), Beppino Volpi, Bruno Mangoni e Sergio Pelosi. Me la portò, con dedica, proprio Bruno Mangoni, al vernissage di una delle mie ultime mostre personali. Insieme alla foto ho avuto il piacere di ricevere l'ultimo suo CD, con uno dei suoi magnifici concerti dove ,con coinvolgente contaminazione fra Jazz, musica classica e musica leggera dava la stura a tutta la sua bravura sulla tastiera del pianoforte. E' difficile rendersi conto che il nostro Brunino non c'è più. L'ultima volta c'eravamo incontrati alla Sala degli Specchi del Circolo Tifernate, in occasione della sua performance pianistica a commento della presentazione del libro I CONTI IN ROSSO, di Franco Baldicchi. Addio, Brunino, sarai sempre fra i nostri ricordi più belli .27 febbraio 2010
LA SCENATA
E' un olio su tela di 40 cm di base e 50 di altezza.
16 febbraio 2010
15 febbraio 2010
AMORE X LA CITTA'

Numerosi i cittadini accorsi, nonostante l'ora ( erano le 9 di mattina ) e il freddo, che hanno portato la loro adesione ( sono state raccolte oltre 250 firme nel giro di circa due ore!). Naturalmente erano presenti anche i rappresentanti delle varie fazioni politiche, dal centro destra, con Lignani Marchesani, Sassolini, Morini, Rampi, Cuccolini, Busatti ecc, il centro sinistra con Ciliberti, Novelli, Tavernelli , Scarscelli e per l'Italia dei Valori, dottorini, più i vari rappresentanti della Lega e altri, dei quali m sfugge il nome. Notata l'assenza dell'amministrazione comunale.
12 febbraio 2010
TRE QUADRETTI
il bucato
il tartufaio alla macchia
la nevicataQueste sono le mie ultime fatiche ( si fa per dire ). La prima è una illustrazione ad ecoline acquarellata, con una scenetta familiare dove una mamma stende il bucato, aiutata dalla figlioletta. Lo scorcio dei campanili è quello che si vedrebbe dalla mia terrazza sui tetti, se non avessi un grosso cedro del libano che me ne impedisce la visione completa . Ma oramai, data l' anzianità.....di servizio, sono in grado di dipingere anche le parti nascoste, come nel terzo pezzo, questo un olio su tela, ( 30x20 ) dove la quasi identica inquadratura è stata fermata sotto una delle abbondanti nevicate di quest' inverno strano, che però mi ricorda quelli della mia infanzia. Il quadretto centrale vuole essere un piccolo omaggio a quei vecchi tartufai che ancora vanno alla macchia, alla raccolta del prezioso tubero, con l'amico bastardino e tanto rispetto per la natura che li circonda. Anche quest'ultimo è un olio su tela, di piccole dimensioni ( 25x35 ).
i
IL RITRATTO DI ALBERTO
Nei giorni scorsi ho consegnato il ritratto di Alberto Sciurpa, che ho eseguito
in seguito
alla assegnazione del premio, istituito in suo nome e che mi era stato assegnato per il 2009. E' stata una cerimonia privata, in casa della signora Rossana, la mamma di Alberto, che l'ha ricevuto commossa e che, fra l' altro, si è molto complimentata con me per la rassomiglianza col soggeto, raggiunta nell' opera. Il che mi ha molto sollevato, in quanto, non avendo conosciuto Alberto se non di sfuggita, ero molto perplesso e preoccupato, essendomi basato esclusivamente su delle foto che gli amici mi avevano procurato. Ho inserito delle foto della piccola cerimonia e del dipinto, dandovi modo di giudicare la riucita dell' operazione. Nelle foto sono riconoscibili, oltre a me e alla signora Rossana, la cantante Carla Biagioni e Mida, al secolo Massimo Dini, pittore ed eclettico musicista-cantante, una delle colonne del mitico complesso " PAGURO BERNARDO".
3 febbraio 2010
UNA FERITA ALLA CITTA' DA IMPEDIRE!
Nonostante tutti i tentativi del Comitato di Quartiere Prato-Mattonata messi in atto per impedire che quest'obbrobrio di cementificazione di uno dei siti storici più importanti della città prenda defininivamente forma, sembra che quanto prima inizino i lavori di abbattimento dei vecchi capannoni della ex F.A.T.. Nelle varie riunioni sono emerse tutte le contraddizioni che caratterizzano l'andazzo che la nostra cittadina sta vivendo. Un menefreghismo imperante nella maggior parte della cittadinanza, come se questa ferita all'urbanistica non interessi tutta la comunità, è un avallo strisciante allo scempio che i nostri amministratori sono disposti a permettere , per il solito piatto di lenticchie. Per pochi milioni di contributo ci si appresta a devastare irrimedibilmente il centro storico, creando un ghetto ( si parla di 40 appartamenti ad affitto "sociale") dentro a due rioni già svuotati dagli abitanti, trasferiti nei quartieri periferici e occupati da una eterogenea popolazione multietnica. Si andrebbe quindi verso una grande colata di cemento, inserita in un ambiente particolarmente sensibile. Non dimentichiamo che l'ecomostro verrebbe incastrato fra la chiesa di San Domenico ed il suo chiostro, la chesetta della Carità, ultimamente assurta alle cronache per l'importante scoperta di affreschi , che la farebbero inserire fra le rarisime cappelle dei Templari, al vecchio ospedale, mirabile architettura settecentesca, colpevolmente lasciato in abbandono e degrado e, non ultima, la dimora Vitelli alla Cannoniera , sede della nostra prestigiosa Pinacoteca. Il tutto nel più assordante silenzio della stampa, ormai "velinizzata" da tempo. Se non ci sarà un sussulto di orgoglio cittadino,il disastro sarà irrimediabilmente compiuto.
21 gennaio 2010
Ricordando Franco Molè
FRANCO MOLE'-1939-1996C'eravamo conosciuti ad un campo scuola della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, la vecchia G.I.A.C. di Carlo Carretto, a Montepetrano, nelle Marche, tantissimi anni fa. Lui era il fratello minore di Nicola, allora dirigente del campo e oggi noto avvocato a Terni ed ex presidente di quella Provincia. Ci eravamo poi rivisti altre volte e fra noi
era sorta una bella amicizia, alimentata da i nostri sogni di adolescenti. Lui aveva una grande passione per il teatro ed io mi cullavo nella speranza di una carriera come illustratore di fumetti e di pittore. L'ultima volta che ci siamo incontrati è stato una cinquantina d'anni fa , sul treno per Roma. Mi recavo nella capitale per un appuntamento con un mio amico per un progetto di pubblicazione da parte della Mondadori di un nuovo periodico per ragazzi e nel quale eravamo coinvolti. Per vari motivi il progetto non andò in porto e la mia vita, già coinvolta dai programmi paterni nel commercio, prese tutta un'altra strada. Franco, che era salito a Terni, invece si recava a Roma per dare il via ai suoi sogni. Per lui, anche se i primi tempi furono, come quasi sempre accade, in salita, col tempo vide realizzati isuoi sogni. Nel 1969
fondò il Teatro della Ringhiera, di cui fu sempre il factotum e l'animatore. Fu regista, attore e autore di un teatro di sperimentazione, portando in scena opere di non facile fruizione. Pietre migliari sono state, fra tante altre, la messa in scena di: Voci intorno ad Oreste del 1969 e di Strafottenza carnale (1986). Successi cinematografici, come regista, l'ebbe , nel 1980 con Prima della lunga notte ( l'ebreo fascista), tratto dal romanzo di L. Preti, che aveva fra gli interpreti anche la moglie, Martine Brochard, e nel 1990 con La stanza delle parole, tratto da un suo libro e dalla , sempre sua, versione teatrale. Nel 1981 aveva recitato in Notturno con grida di E.Castaldi.
Un tumore l'ha stroncato il 18 dicembre 1996, a soli 57 anni. Claudia Cardinalel 'ha voluto ricordare con queste parole:- Era un attore straordinario. Con lui e sua moglie, Martine Brochard, abbiamo passato momenti indimenticabili. Era l' incarnazione della cultura, dell' eleganza e della dolcezza. Lo terrò sempre vivo nel mio cuore con il sorriso incancellabile e la sua estrema energia"
Addio Franco, anch'io non ti dimenticherò e ricorderò sempre, con gran rimpianto, i
nostri sogni adolescenziali.
era sorta una bella amicizia, alimentata da i nostri sogni di adolescenti. Lui aveva una grande passione per il teatro ed io mi cullavo nella speranza di una carriera come illustratore di fumetti e di pittore. L'ultima volta che ci siamo incontrati è stato una cinquantina d'anni fa , sul treno per Roma. Mi recavo nella capitale per un appuntamento con un mio amico per un progetto di pubblicazione da parte della Mondadori di un nuovo periodico per ragazzi e nel quale eravamo coinvolti. Per vari motivi il progetto non andò in porto e la mia vita, già coinvolta dai programmi paterni nel commercio, prese tutta un'altra strada. Franco, che era salito a Terni, invece si recava a Roma per dare il via ai suoi sogni. Per lui, anche se i primi tempi furono, come quasi sempre accade, in salita, col tempo vide realizzati isuoi sogni. Nel 1969
fondò il Teatro della Ringhiera, di cui fu sempre il factotum e l'animatore. Fu regista, attore e autore di un teatro di sperimentazione, portando in scena opere di non facile fruizione. Pietre migliari sono state, fra tante altre, la messa in scena di: Voci intorno ad Oreste del 1969 e di Strafottenza carnale (1986). Successi cinematografici, come regista, l'ebbe , nel 1980 con Prima della lunga notte ( l'ebreo fascista), tratto dal romanzo di L. Preti, che aveva fra gli interpreti anche la moglie, Martine Brochard, e nel 1990 con La stanza delle parole, tratto da un suo libro e dalla , sempre sua, versione teatrale. Nel 1981 aveva recitato in Notturno con grida di E.Castaldi.
Un tumore l'ha stroncato il 18 dicembre 1996, a soli 57 anni. Claudia Cardinalel 'ha voluto ricordare con queste parole:- Era un attore straordinario. Con lui e sua moglie, Martine Brochard, abbiamo passato momenti indimenticabili. Era l' incarnazione della cultura, dell' eleganza e della dolcezza. Lo terrò sempre vivo nel mio cuore con il sorriso incancellabile e la sua estrema energia"
Addio Franco, anch'io non ti dimenticherò e ricorderò sempre, con gran rimpianto, i
nostri sogni adolescenziali.
11 dicembre 2009
9 dicembre 2009
POMERIGGIO IN CASA
PREMIO SCIURPA 2009
CLICCA SOPRA PER INGRANDIRECon queste motivazioni mi è stato assegnata la terza edizione del PREMIO ALBERTO SCIURPA per il 2009.
La premiazione ha avuto luogo presso il Centro Commerciale BELVEDERE, sabato 5 dicembre, durante una
bella serata, allietata e gestita dal favoloso gruppo pop- folck- castelèno PAGURO BERNARDO. Durante lo spettacolo si sono esibiti diversi bravi cantanti, allievi della scuola di canto di NOVAMUSICA e il bravo e intramontabile PINUCCIO BLASI, vincitore del Premio Sciurpa 2008 ( nel 2007 era stato assegnato a Gianni Ottaviani). Sono particolarmente orgoglioso di aver ricevuto tale premio, per la precisa volontà che ha di segnalare cittadini che si siano distinti nelle varie attività nell'ambito dell'arte e della cultura della nostra valle. Ringrazio quindi di cuore l'organizzazione, la Giuria e, particolarmente la famiglia di Alberto Sciurpa, che, con questa manifestazione, ricorda con affetto la giovane promessa in campo musicale, tragicamente scomparsa in un incidente stradale.
bella serata, allietata e gestita dal favoloso gruppo pop- folck- castelèno PAGURO BERNARDO. Durante lo spettacolo si sono esibiti diversi bravi cantanti, allievi della scuola di canto di NOVAMUSICA e il bravo e intramontabile PINUCCIO BLASI, vincitore del Premio Sciurpa 2008 ( nel 2007 era stato assegnato a Gianni Ottaviani). Sono particolarmente orgoglioso di aver ricevuto tale premio, per la precisa volontà che ha di segnalare cittadini che si siano distinti nelle varie attività nell'ambito dell'arte e della cultura della nostra valle. Ringrazio quindi di cuore l'organizzazione, la Giuria e, particolarmente la famiglia di Alberto Sciurpa, che, con questa manifestazione, ricorda con affetto la giovane promessa in campo musicale, tragicamente scomparsa in un incidente stradale.
26 novembre 2009
LA PASTORELLA E IL CACCIATORE NEL BOSCO
Il titolo e la scena non lasciano dubbi su quello che il quadro racconta, quindi non mi dilungo, riservandomi di darvi i dati tecnici essenziali. Il dipinto è un olio su tavola di 70 cm di larghezza e 50 di altezza. L'ho appena finito e lo devo ancora incorniciare. E questo è tutto, per ora. Al prossimo post.19 novembre 2009
UN MURALE AL CIMITERO
A novembre è tempo di visite ai cimiteri. Anch'io, come tutti, mi sono recato a quello monumentale cittadino, per onorare i miei defunti. Una volta compiuta la classica operazione del cambio dei fiori freschi e di pulitura dei vari loculi, accompagnate dalle giaculatorie di rito, ho preso a camminare per i vari viali, soffermandomi in continuazione davanti alle tante foto di persone e, purtroppo di tanti amici, che, sorridenti, mi salutavano. Come capita sempre in questi casi, ho incominciato anch'ioa meditare sulla provvisarietà della vita, con tutto quel che ne consegue e costatando, con grande tristezza, che la maggior parte degli amici e dei conoscenti oramai è lassù, alle "bachiuccole". Poi, camminando camminando, sono arrivato davanti alla cappella della famiglia Caldei. Il cancello era aperto, quindi sono entrato. Volevo controllare lo stato del murale da me realizzato nel lontano 1975, durante un periodo di ferie, forse a settembre. L'ho trovato in perfette condizioni e, avendo con me la fotocamera digitale, l'ho fotografato ed ora ho il piacere di farvelo vedere.L'ho controllato perchè, qualche anno fa, ho dovuto intervenire con un piccolo restauro per dei distaccamenti del fondo di preparazione. Invece questa volta ho potuto costatare che l'opera sembra fatta ieri. Mi sono tornate alla mente quelle giornate trascorse dentro la cappella, a dipingere, con qualche amico che veniva a curiosare o a tenermi compagnia. Mi ricordo di Puntello e Checchino Giombini che arrivarono " armati" con dei....Campari Soda! Anche Benito Albi Bachini mi è stato vicino, in quei giorni, senza però voler metter becco sul lavoro che stavo svolgendo. Caro Benito! Avrebbe mai pensato che, dopo una decina d'anni, sarebbe stato sepolto a pochi metri da dove eravamo!?
17 novembre 2009
LA PIOGGIA
Eccomi qua con un piccolo quadretto, appena finito, anzi, ancora fresco. E' un olio su tavoletta preparata con gesso acrilico, che misura 30 cm di base e 24 d'altezza.Ho voluto un po' giocarecon le luci, le ombre, i riflessi e i colori di una giornata di pioggia in città. Forse la presenza di una Vespa, di una Topolino, di una Cinquecento e di ( forse) un Leoncino , oltre alle fogge dei vestiti, ci fa pensare alla fine degli anni ' 50 e inizi '60. Tanto per essere sempre un po' retrò. In fondo erano gli anni della mia gioventù. O...no?!
15 novembre 2009
DUE NUOVI DIPINTI
14 novembre 2009
13 novembre 2009
Le sorelle Bracardi nel Texas
Navigando su Facebook ho ritrovato la bella signora texana che , tre anni fa, in visita nelle nostre zone, capitò al Castello Marchionale del Monte Santa Maria, dove , invitato dal Comitato per la festa d'autunno, avevo allestito una mostra dei miei dipinti più recenti. La trovai subito interessata alle mie opere ed, in particolare, al ritratto delle sorelle Bracardi. Questo mio quadro era già stato esposto ad una mia personale alla Sala Espositiva del Palazzo del Podestà di Città di Castello qualche mese prima, dove aveva riscosso un gran successo fra i castellani che le sorelle le avevano conosciute. Ricevetti all'epoca tantissimi complimenti, ma nessuna proposta di acquisto.
La signora, che non sapeva una parola d'italiano, invece mi fece capire che era decisa ad acquistare il pezzo e, strisciando il pollice con l'indice, mi chiese a quanto sarebbe ammontata la spesa. Naturalmente neanch'io parlavo l'inglese. Così, a cenni ci siamo messi d'accordo e ci siamo scambiati i rispettivi biglietti da visita. Sono così venuto a sapere che si trattava della signora Cherie King, di Wimberley, nel Texas. Quando poi il giorno dopo venne a casa mia per ritirare il quadro, ebbi la fortuna di avere a portata di mano mia figlia Giovanna, che con l'inglese se la cava bene, così abbiamo avuto modo di parlare un po' e sono venuto a sapere che una sua figlia ha una galleria d'arte, credo a Wimberley. Fatto sta che tutti i castellani erano innamorati...delle Bracardi, ma chi se l'è portato via doveva arrivare dl Texas. Con la signora King ci scambiamo spesso e-mail e siamo in contatto, ora anche in Facebook. Ma il problema della lingua è rimasto. Fortuna che col traduttore del PC qualche cosa si riesce a capire .
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